lunedì 26 novembre 2018

mostra, non dire...


Oggi parleremo di una tecnica molto usata dagli scrittori che potresti copiare direttamente da loro.
La prof che dice di copiare? Proprio così! 
Osserva bene questa strategia e poi cerca di riutilizzarla nei tuoi testi.
Di sicuro otterrai un bell'effetto! 



Quando racconti e vuoi descrivere una situazione che ritieni importante, attira il lettore “mostrando” ciò che accade, non esprimendolo direttamente.
Ad esempio, non dire la notizia mi rese felice, ma descrivi la scena utilizzando molti dettagli sensoriali e riferimenti agli stati d’animo provati.
Il lettore sarà più interessato a leggere una scena come questa: appresa la notizia, sentii un brivido di eccitazione. L’adrenalina cominciò ad entrare in circolo, non riuscivo a tenere i piedi fermi, il mio cuore batteva all’impazzata e i lineamenti del mio volto assumevano un aspetto allegro, rivelando tutta la gioia che stavo provando. Cominciai perfino a saltare come un canguro per tutta la stanza! La mia felicità era incontenibile!”.
Non ho detto solo “sono felice!”, ma ho mostrato cosa significava essere felice per me in quel momento, come ho manifestato la mia felicità.





Questa strategia si chiama mostra, non dire (o show don’t tell per gli anglosassoni) e viene spesso utilizzata dagli scrittori.
Ti fornisco un altro esempio, tratto da un romanzo di Annet Huizing intitolato Come ho scritto un libro per caso, in cui una ragazza fa la conoscenza di una scrittrice dalla quale riceve consigli preziosi su come scrivere un buon libro.

“Show don’t tell è il motto degli scrittori”.
“Show don’t tell?” ho chiesto.
“Mostra le cose invece di raccontarle. 
Non raccontare che il personaggio principale è triste, ma descrivilo mentre vaga per la città con le spalle basse. 
Non raccontare che è distratto e trasandato, ma fallo arrivare sempre in ritardo agli appuntamenti o dimenticare cose, descrivi i buchi dei suoi jeans e i suoi capelli disordinati. Racconta di come ogni volta deve chiamare il fabbro perché ha dimenticato in casa le chiavi. 
Capisci? Si tratta di far vedere le emozioni e i tratti del carattere come in un film invece di nominarli”.

Proviamo anche noi ad applicare le strategie suggerite alla protagonista.
Vale sempre la regola di utilizzare parole specifiche, evocative e non generiche e piatte per ottenere effetti di questo genere.
Ricorda comunque che non bisogna abusare di questa tecnica, altrimenti diventa noioso ascoltare descrizioni così dettagliate, però quando vuoi che il lettore sia attento utilizzala pure perché serve a rallentare il ritmo della narrazione e a focalizzare l’avvenimento a cui vuoi che sia data importanza.


Fai pure uso di similitudini e metafore quando vuoi mostrare. Attireranno il lettore!
Es. “saltavo come un canguro: saltavo per tutta la stanza” (similitudine)
      ero un canguro: saltavo per tutta la stanza!” (metafora) 



Facciamo un piccolo esperimento.
Prova ad esercitarti con le faccine delle emoticon o a descrivere cosa provi durante una forte emozione senza però nominarla.
Racconta solo i particolari e in classe proveremo ad indovinare di quale emozione si tratta. Vediamo se sei stato bravo!


Poniti queste domande: nel corso dell’emozione…
-       Cosa fanno gli occhi?
-       Cosa fa la bocca?
-       Cosa fanno le mani?
-       Cosa fa il cuore?
-       Cosa fa lo stomaco?
-       Cosa fanno i piedi?
Ti aiuteranno a scendere nei particolari.
E ricorda… mostra, non dire! Pure nella vita vedrai che ti servirà ;-)


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