martedì 27 agosto 2019

Passo dopo passo avanzando andiam...


In questi primissimi giorni di lezione continueremo ad assaporare il linguaggio poetico per provare a rimanere ancora un po' immersi nell'atmosfera estiva che dobbiamo ormai salutare.
Ieri abbiamo letto ed analizzato la bellissima poesia di Nazim Hikmet "Arrivederci mare", oggi lavoreremo invece su un testo apparentemente più semplice, ma interessantissimo dal punto di vista lessicale, ovvero la poesia "Estate" di Manuel Machado, poeta spagnolo vissuto a cavallo tra i secoli Ottocento e Novecento.


Estate

Frutteti 
stracarichi,
dorate
campagne...

vetrate
schermate,
riarsi
cespugli...

penombra,
arsura,
scirocco...

tavolazza
completa:
estate.

Questo testo è sicuramente molto diverso da quello visto ieri, vero?
Poesia apparentemente semplicissima, quasi una filastrocca per bambini, ma il fatto che non abbia verbi - e quindi non contenga frasi - pone maggiormente l'attenzione sulla scelta lessicale effettuata dall'autore.
Se si vuole scrivere una poesia solo con dei nomi e degli aggettivi, essi devono essere scelti con la massima accortezza per ricavarne un prodotto di qualità, non trovate?
Vi ricordate come si fa a riconoscere dove finiscono le strofe, no? Questi versi/parola - diciamo così - sono composti da 2 strofe di 4 versi e 2 di 3. Cosa vi ricorda questa struttura, anche se solo lontanamente vista la brevità della composizione?

Analizziamo i singoli termini di questa poesia, e vedrete che la scelta non è affatto stata casuale ed improvvisata, bensì attenta e ponderata.
Ciascuno di voi risponda liberamente alle sollecitazioni, senza preoccuparvi di dare risposte giuste o sbagliate. Non esistono risposte sbagliate e ciò che vi suggerisce la vostra sensibilità è comunque corretto perché dimostra una sensazione autentica.


frutteti stracarichi

Come mai la prima parola è il frutteto?
Notare l'aggettivo e il prefisso rafforzativo? Perché?
Quali sensazioni ti suscitano queste parole (aiutati pure osservando questa immagine, magari modificandola mentalmente con i tipi di frutta che ti piacciono di più)






campagna dorata

Cosa ti fa venire in mente la parola campagna?
Ti piace la campagna in estate? Quali emozioni ti suscita?
Perché viene definita dorata?




vetrate schermate

Hai in mente una vetrata? Nella foto te ne viene mostrata una di esempio, ma se ne stai immaginando un'altra vetrata va benissimo.
Ti piacciono le vetrate? A cosa ti fanno pensare?
Sai cosa significa la parola "schermata"? Perché il poeta abbina la parola vetrata a questo aggettivo?



riarsi cespugli

Sai cosa significa il termine "arso"?
Hai notato che l'aggettivo precede il nome? Perché? Come mai di nuovo il rafforzativo?
Cosa ti fanno venire in mente i cespugli?
Perché sono accompagnati a questo aggettivo?






Notare adesso le tre parole utilizzate senza aggettivi: penombra, arsura, scirocco.
Sai cosa significano? Cerchiamo i termini nel dizionario on-line, poi fate le vostre ipotesi sul perché l'autore li abbia associati all'estate.
Si tratta di termini di uso consueto o non li avevi mai sentiti prima d'ora?
Per ciascuno dei tre, indica le sensazioni o i ricordi che ti suscitano.

Sai cos'è una tavolazza e chi la utilizza?
Perché l'autore ha scelto di concludere la poesia con le 3 parole tavolazza/completa/estate?


Il riferimento è ai colori estivi, sicuramente.
Ti  viene in mente qualcos'altro?
Ti piace l'immagine finale della tavolazza completa dei suoi colori come simbolo dell'estate?
Quale immagine simbolo dell'estate sceglieresti tu?

Nota anche i segni di punteggiatura utilizzati dall'autore. Perché solo puntolini di sospensione e due punti finali?
Proviamo anche a trovare insieme delle figure retoriche presenti nel testo. Sai che anche solo il fatto di doversi collegare al verso successivo per ottenere un significato logico può considerarsi figura retorica chiamata enjambement (ossia "legame" in francese)? Qui lo abbiamo quando colleghiamo aggettivo e nome in due versi distinti, ad esempio. Quali altre figure retoriche ti sembra di individuare?
Rileggi adesso da solo tutta la poesia. Quale sensazione ti dà dopo aver analizzato tutti i termini uno ad uno? La medesima dell'impatto iniziale o un'altra ancora?
Elabora uno schema ad Y in cui inserirai le consuete impressioni, connessioni e domande.
A seguire, sempre il consueto momento di condivisione.

Lavorando in modalità individuale, ma avvalendoti delle consulenze del compagno di banco, prova a scrivere un RICALCO della poesia appena letta.
Dovrai comporre un testo poetico rispettando la struttura di quello originario, ovvero suddivisone in 4 strofe e inserimento di aggettivo + nome o solo nome quando richiesto.
Poni particolare attenzione all'ultima strofa in cui dovrai dare un'immagine simbolica della tua estate, quindi pensaci bene perché dovrà risultare un'immagine originale ed efficace.
Otterrai, nel complesso, una composizione poetica che rappresenta gli oggetti che per te sono rappresentativi ed evocativi dell'intera stagione.


Come abbiamo fatto ieri, approfittiamo della parte finale della lezione per osservare con attenzione alcuni  famosi dipinti che raffigurano l'estate:


Paesaggio d'estate di Pierre-Auguste-Renoir 

Mietitura di Pieter Bruegel il Vecchio

A bigger splash di David Hockney


Quali particolari di ciascun quadro vi colpiscono al primo impatto?
Quale tra i tre riscuote per voi il maggior consenso? Motivare le risposte, ovviamente. Poi, tutti pronti per votare il dipinto che piace di più alla maggioranza, ok?
E se tu dovessi disegnare una scena della tua idea di estate, cosa disegneresti?
Se sei così ardito provaci!! Se non te la senti di disegnare, ritaglia delle immagini emblematiche dell'estate che trovi su alcune riviste o su web e fanne un collage sul quaderno, spiegando perchè le hai scelte. Cerca di fare riferimento il più possibile a esperienze o fatti o idee che ti rappresentano personalmente. Vedrai che non sarà affatto difficile reperire questo materiale e sarà perfino divertente disporlo a tuo piacimento sulla pagina. Ricordati di corredarlo anche di brevi didascalie.
Vedremo nei prossimi giorni cosa siete riusciti a tirare fuori!

Adesso, come ultima cosa, concludiamo la lezione lasciandoci cullare da un brano di musica classica. Il pezzo si intitola, appunto, "Estate" ed è stato composto e musicato da Antonio Vivaldi, celebre compositore e violinista di origini veneziane.
Non importa se solitamente questo genere musicale non rientra tra i tuoi ascolti abituali. 
Abbandonati ugualmente alla piacevolezza del ritmo e cercando di focalizzare le emozioni che ti suscita l'ascolto.
Vedrai che, a proposito di sonorità, passerà in secondo piano persino il suono della campanella ;-)



lunedì 26 agosto 2019

Un passo alla volta e ripartiremo alla grande!



Pronti per ripartire? Un passo alla volta e, nel giro di pochi giorni, riprenderemo alla grande!
Approfittiamo di questi primissimi giorni di scuola per sgranchirci le dita con la scrittura e per rendere fluido il linguaggio espositivo raccontando ciò che di bello ci hanno lasciato le vacanze appena trascorse.
Nel vostro taccuino dovevate annotare i vostri pensieri estivi e, se possibile, corredarli con biglietti, gadget e mini-oggettistica, giusto?
Vediamo allora di condividere cosa ne è uscito fuori, così da approfittare per rimanere ancora qualche ora nell'atmosfera vacanziera.
E poi, si sa, parlare dell'estate mette buon umore, così cominceremo l'anno scolastico con il sorriso e, sempre con il sorriso, riprenderemo le nostre consuete attività.


Intanto comincio io a leggere alcune annotazioni del mio taccuino e poi vi mostrerò i biglietti dei concerti a cui ho assistito e i pass di ingresso ai musei di Madrid che ho visitato.

 

     

Ok ragazzi, adesso tocca a voi!
.......

Tenetevi cari questi ricordi e queste annotazioni perché, a breve, li riprenderemo per comporre il primo testo autobiografico di quest'anno.
Le modalità di stesura saranno le stesse dello scorso anno: prima bozza con consulenza individuale, poi ritiro della bozza, mie annotazioni con i post-it, successiva revisione con nuove consulenze e infine consegna quando sarete soddisfatti della stesura definitiva.
Ma tutto a suo tempo...

Adesso continuiamo a rimanere in atmosfera estiva leggendo tre poesie su cui poi svolgeremo delle attività, sia individualmente che a coppia.
Sarà anche un modo più rilassato per ripassare le caratteristiche del testo poetico e per cominciare l'anno in maniera distesa apprezzando i versi e le parole che i grandi poeti hanno scritto per farci immedesimare in situazioni che sentiamo vicine alla nostra esperienza di vita e alla nostra sensibilità.

La prima poesia si intitola "Arrivederci fratello mare" ed è stata scritta da Nazim Hikmet, uno scrittore del Novecento di origine turca che nel suo paese natale è rimasto in carcere per lungo tempo a causa delle sue idee politiche.


Arrivederci fratello mare


Ed ecco, ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po' della tua ghiaia
un po' del tuo sale azzurro
un po' della tua infinità
e un pochino della tua luce
e un po' della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino mare
eccoci con un po' più di speranza
eccoci con un po' più di saggezza
e ce ne siamo andati come siamo venuti
arrivederci fratello mare

Piccola parentesi: Questa foto l'ho scattata in spiaggia alle 6 del mattino e l'ho condivisa sui social insieme alla poesia appena letta. Invece di condividere foto e basta su Instagram, perchè non provi anche tu ad abbinare a una tua foto qualche breve riga di commento? Perchè no, ricorrendo anche ad una citazione o ad una breve poesia e non al semplice "Da rifare" o "Che divertimento"? Provaci, te lo consiglio ;-)

Leggiamo una volta insieme la poesia e poi ciascuno la rilegga per conto proprio.
Qual è la sensazione che vi suscita? Vi siete ritrovati in alcune espressioni usate dal poeta?
Come prima attività immediatamente seguente alla lettura, disegna uno schema ad Y ed inserisci le tue riflessioni sui tre settori che già conosci bene: impressioni, connessioni e domande. Condividiamo insieme ciò che avete annotato.

Proviamo adesso a soffermarci sul lessico della poesia.
Quali parole vi colpiscono maggiormente e per quale motivo? 
Perché, secondo voi, il poeta ha scelto di usare determinate parole? Proviamo a vederne alcune:
"fratello" per indicare il mare;
"infinita", "luce" ed "infelicità" come sue caratteristiche;

Consultiamo adesso su web un blog che si occupa di libri e di poesie e vediamo come hanno interpretato alcuni utenti il senso della parola "infelicità" riferito al mare. 
Sei d'accordo con qualcuno di loro? Discutiamone insieme.

Torniamo adesso alle espressioni usate dal poeta per evocarci certe immagini e suggestioni.
Cosa intende, secondo voi, quando dice che il mare "ha saputo dir molte cose del suo destino"
e noi visitatori abbiamo ottenuto un po' di "saggezza" e "speranza"?
L'espressione "Ce se siamo andati come siamo venuti/arrivederci fratello mare" è ripetuta due volte. Come mai?
Cosa noti a proposito della musicalità di alcuni termini? Ti sembra che alcuni abbiano dei suoni simili o particolari?
Il fatto che il mare si possa salutare e che possa parlarci per dirci cose su di sé ti fa venire in mente qualche figura retorica? Perché, a tuo avviso, il poeta ha scelto di utilizzarla?
Dopo queste riflessioni svolte a voce, lavora con un compagno e cercate di spiegare la poesia, verso dopo verso, annotando le osservazioni che sono state fatte nel corso della discussione e, se volete, aggiungendone anche di nuove.
Come sempre condividiamo il frutto del nostro lavoro e, a conclusione di questa prima lezione dell'anno, concediamoci due ultime attività.

Osserviamo quest'opera di Ivan Konstantinovic Ajvazokskij, pittore russo di origine armena definito "l'artista del mare" a causa dei soggetti dei suoi quadri, denominata "Vista dalla laguna di Venezia" e dipinta nel 1841.
Quali emozioni vi suscita? Notate alcuni legami con la poesia appena analizzata?
Discutiamone insieme.


Prima di salutarci, guardiamo, anzi ascoltiamo, questo video in cui Sergio Carlacchiani (pseudomino Karl Esse) - attore, doppiatore e poeta marchigiano -  interpreta proprio il nostro "Arrivederci fratello mare"


E arrivederci anche a voi alla prossima lezione.

venerdì 17 maggio 2019

Edizione straordinaria! Ecco a voi... il TG dell'Odissea!


L'Odissea appassiona sempre. Le avventure di Odisseo sono una garanzia: riscuotono successo con tutti, anche con i più refrattari allo studio.
Oltre a lettura e  parafrasi svolte in modo più tradizionale (anche solo l'ascolto della narrazione emana un fascino tutto particolare con materiale del genere e perfino lavorare sulla parafrasi diventa un momento di interesse), approfittiamone per soffermarci sulle avventure del temerario eroe greco per sperimentare attività un po' più dinamiche e coinvolgenti.

Intanto proviamo a creare delle battute di spirito o dei finali un po' alternativi sulla storia del ciclope che,  minaccioso e gigantesco, si è fatto buggerare come un pesce lesso dall'astuto Odisseo.
La consegna è stata eseguita in modalità individuale: i ragazzi hanno provato a creare dei motti o delle battute sull'equivoco del nome Nessuno, hanno disegnato delle vignette umoristiche e hanno pure inventato un finale diverso dell'episodio immaginando una scena differente all'arrivo dei fratelli del ciclope.
Via libera alla loro inventiva, insomma!



Odisseo beve molto miele per avere una voce melodiosa come quella di una ancella e dice ai ciclopi che, accidentalmente, Polifemo è stato accecato e lei sta cercando di curarlo. Così i ciclopi si allontanano dalla grotta e nel frattempo Polifemo, anche se piano di dolore, si addormenta profondamente, tra una cascata di sangue e l'altra.
Intanto Odisseo cerca di escogitare un piano per uscire dalla grotta e vede una fessura sul soffitto cheprima non aveva notato. Così lui e i compagni superstiti si fanno coraggio e, alzandosi fino a formare una piramide umana, spiccando grandi balzi riuscirono ad uscire dalla grotta. Uscirono fuori, erano sulla sommità della grotta e dovevano ancora scendere. Le pareti  della grotta erano  scoscese ed Odisseo con il cuore in gola e lostomaco chiuso riuscì a scendere, anche se non riuscì a salvare i compagni che con le loro grida avevano attirato un branco di tigri.
Purtroppo Odisseo non riuscì a salvarli, così scappò da solo sulla nave e se ne andò
(Ludovica)

Polifemo ad un tratto chiamò tutti gli altri ciclopi perchè lo avevano accecato. Arrivarono e videro Odisseo e i suoi compagni, così cominciarono a inseguirli e a lanciargli di tutto di più.
Odisseo attrò l'attenzione dei ciclopi con il suo vino, glielo fece assaggiare e tutti ne volevano di più, sempre di più, fino a farli ubriacare, così loro non sapevano dove andavano e aprirono la porta con una spallata, quindi Odisseo e i suoi compagni riuscirono a scappare. Arrivarono alla nave e scapparono.
(Judy)

Odisseo e i suoi uomini si inventarono delle barzellette per far ridere Polifemo e fargli spaccare tutto però il loro tentativo fallisce perchè Polifemo è stupido e non capisce il senso delle barzellette. Comunque in questo modo. Comunque in questo modo lo hanno fatto stancare e addornentare.
Mentre dormiva trovarono una piuma e iniziarono a fargli il solletico. Dalle risate di Polifemo arrivarono i fratelli e curiosi spostarono la pietra. Odisseo e i suoi compagni scapparono dalla fessura che si era creata.
(Rachele)

Sai qual è il colmo per Polifemo? Chiudere un occhio (Rachele)

Occhio per occhio, dente per nessuno
Darei un occhio della testa per nessuno (Emma)

Dopo che Odisseo e i compagni accecano Polifemo, costui chiama i fratelli ciclopi che arrivano, aprono la porta chiusa con i massi, schiacciano qualche uomo di Odisseo, ma loro non se ne accorgono perchè pensano che siano le pecore e i fratelli uccidono tutte le pecore, ma non hanno trovato nessuno.
Nel frattempo Odisseo scappa con i compagni in mare e tutti i venti contrari lo aiutano a farli tornare indietro più velocemente.
(Riccardo)

Odisseo, dopo aver ubriacato Polifemo, si mise a chiacchierare con i ciclopi che erano venuti a vedere cosa fosse successo a Polifemo, ma parlando con Odisseo gli rivelarono che odiavano Polifemo. Tutti i giorni lui gridava, anche nel bel mezzo della notte, poi mangiava gli ospiti. Insomma, era insopportabile! Così Odisseo si alleò con i ciclopi che tolsero il grande masso dal buco della grotta e presero Odisseo con i suoi uomini in spalla per portarli da Eolo.
(Achille)

Dopo che Polifemo prende il masso lo lancia nel tentativo di prendere Odisseo che lo stuzzica dicendogli "Sono qui..."
ma Polifemo, essendo cieco non lo prende mai, anzi, distrugge i massi che bloccavano l'entrata e le parti portanti della grotta. Polifemo fa uscire Odisseo e la caverna gli cade addosso uccidendolo.

Odisseo, dopo aver accecato Polifemo, lo vede che sbraita cercando aiuto. Allora, essendo molto astuto, vede che i ciclopi erano lenti ad arrivare, accende una brace all'ingresso della caverna.
Loro si scottarono i piedi e caddero per terra provocando un terremoto che divise in due parti il terreno.
Si vedeva l'Ade.
Polifemo che era in mezzo volò negli inferi e immediatamente il terreno si richiuse.
Odisseo e il suo equpaggio riuscirono così a scappare.
(Tommaso)






Poi, lavorando a piccolo gruppo, si sono cimentati a scrivere notizie bizzarre sugli episodi dell'Odissea, così da creare dei giornalini da appendere in aula e un vero e proprio TG con cui diffondere le notizie tra i compagni delle diverse classi
Ricordate il teatrino creato per rappresentare alcune scene dell'Iliade?
Bene, adesso lo utilizzeremo come televisore per il nostro TG! Geniale, no?
Un po' di foto mentre eravamo in work in progress... 





Ed ora le notizie che abbiamo scritto nei nostri giornalini e che condivideremo tra noi ed i compagni delle altre classi.

Notizia shock: Odisseo con il suo equipaggio attracca nell’isola dei Ciclopi e i suoi uomini avvistano una grande grotta in lontananza.

Tutti curiosi, entrano dentro la grotta e trovano cibo in abbondanza per tutto l’equipaggio, tra cui formaggio, ricotta e uva, con cui fanno del buon vino.
Mentre mangiano però rientra il grande e grosso ciclope Polifemo. Li chiude dentro mettendo un enorme masso alla porta, poi mangia due dei suoi uomini.
Odisseo però gli fa bere tanto vino fino a provocare la sua sbronza.
Una volta ubriaco, il ciclope viene accecato con un grosso palo di legno conficcato sul suo unico occhio.

“Odisseo, accetta una intervista da noi giornalisti? Ci racconta qualcosa di più di ciò che è accaduto dentro quella grotta?
“Mi sono molto spaventato, ma sono riuscito a sopravvivere grazie alla mia intelligenza.
Scappiamo!! Il ciclope sta tornando ad assalirci tutti!!”
“Ehm… cari telespettatori… dobbiamo interrompere il collegamento e fuggire a gambe levate!!! Ci vediamo domani con un’altra puntata dedicata allo speciale del viaggio di Odisseo!! Buona giornata!!!!!!”
 (Achille – Riccardo – Giacomo)


Ultime notizie dal TG dell’Odissea.
E’ stata scoperta una nuova vittoria di Odisseo: la vittoria contro i Ciclopi.
Il potente Odisseo, arrivato all’isola dei Ciclopi, intravede una grotta misteriosa e, curioso, entra insieme a tutti i suoi uomini.
All’interno trova pecore, cibo e altri oggetti giganteschi mai visti prima.
Dopo un giro di esplorazione, Odisseo e i suoi uomini sentono un forte rumore e si accorgono che la luce svanisce.

Adesso siamo in collegamento con il famoso Odisseo per chiedergli cosa ha provato durante questa esperienza da brivido.

“Odisseo, come ti sei sentito quando hai sentito quel forte rumore e la luce svanire?”
“Il mio cuore ha cominciato a battere all’impazzata dalla paura! Ci siamo tutti voltati e abbiamo visto un uomo enorme con un occhio solo che riusciva a sollevare con facilità un enorme masso per metterlo davanti alla porta di ingresso e bloccare l’uscita. Insomma, non è stato un bell’inizio di avventura. Già, per niente bella!
Io ho provato a dirgli che doveva rispettare il dovere dell’ospitalità, altrimenti Zeus lo avrebbe punito severamente, ma le mie parole gli sono passate da un orecchio all’altro. Il Ciclope disse che a lui di Zeus non importava niente. E non solo! Dopo aver detto questo, prese due uomini con una mano e ruppe loro tutte le ossa, poi li mangiò senza pensarci su. Io volevo andarmene da lì, così mi venne l’idea di prendere un gigantesco tronco, appuntarlo, renderlo incandescente mettendolo sul fuoco e infilarlo nell’occhio del Ciclope che nel frattempo avevo fatto ubriacare.
Poi siamo riuscita a salvarci dagli altri Ciclopi che erano venuti ad aiutarlo grazie alla mia idea di chiamarmi Nessuno, poi finalmente, quando il Ciclope aprì la porta e fece uscire le pecore, noi uscimmo insieme a loro, così ce l’abbiamo fatta a salvarci. Arrivato alla barca gli dissi che il mio nome era Odisseo e lui ci lanciò dei massi enormi che per fortuna non ci presero.
“Una bruttissima esperienza!  Alla prossima puntata del TG dell’Odissea”
 (Samuele, Jessica, Sara N.)

Notizia dell’ultima ora!
E’ stato ritrovato dalla principessa dell’Isola dei Feaci, Nausicaa, un barbone spiaggiato.
Pochi giorni dopo, questo barbone si rivela essere Odisseo, il celebre stratega che dieci anni fa fu la mente dietro il Cavallo di Troia.
Adesso, andiamo in collegamento con il nostro inviato Shish.
Shish: “Buongiorno cari telespettatori. Mi trovo nell’Isola dei Feaci e qui con me c’è Sua Maestà Nausicaa”.
Nausicaa: “Buongiorno”
Shish: “Lei Nausicaa ha scoperto che il barbone che ha accolto in realtà si è rivelato Odisseo. Come è iniziata questa vicenda?”
Nausicaa: “Stavo giocando al gioco di corte Collezionabili dei Gigi con le mie ancelle e stavo per giocare la mia carta preferita, il Gigigigigigigi, quando…”
Shish: “Sua Maestà, ma la carta più bella ed avvincente è Luigigi”
Nausicaa: “Ma non dica stupidaggini!”
Shish: “Scusi”
Nausicaa: “Stavo dicendo che, ad un certo punto, udì uno strano rumore che proveniva dalla spiaggia e che mi ricordava il verso del trichecorno Astrubalano che incontrai l’altra sera in un cinema. Corsi verso la spiaggia e vidi il “barbone” che, a primo impatto, sembrava un Pickaciu bastonato. Le mie ancelle cominciarono ad urlare come delle galline pronte per essere uccise”
Shish: “Secondo alcuni testimoni hai preso il presunto barbone e lo hai portato a lavarsi e a vestirsi”
Nausicaa: “Sì”
Shish: “Bene, diamo la linea allo studio. Grazie Nausicaa. Adesso passiamo la linea a Zeb 89 che farà una breve intervista a Odisseo”
Zeb 89: “Eh… volevi! Pesce di maggio, cari telespettatori! Do la linea a Gianpaolo”
Gianpaolo: “Odisseo, raccontaci un po’ di te”
Odisseo: “Sono una salamandra. Mia nonna è un castoro”
Gianpaolo: “Basta così. Raccontaci ora di come hai svelato la tua identità”
Odisseo: “Molti dicono che ho sentito raccontare una storia triste sulla guerra di Troia… in realtà ho visto Alcinoo che mangiava la pizza con l’ananas e ho pianto di disperazione”
Gianpaolo: “Ma è buona la pizza con l’ananas!”
Il collegamento è stato interrotto a causa di un pugno in faccia preso da Gianpaolo e di un calcio alla telecamera sferrato da Odisseo.
Alla prossima edizione del Tg della 1D, cari telespettatori…
(Pamela, Emma, Pietro N.)

Notizia del giorno!
Nave di uomini avvista pupe in bichini, ma attenzione!
Con la loro voce le pupe attirano gli uomini ed essi fanno una brutta fine.
Gli uomini in nave resistono alle pupe con la cera nelle orecchie, ma il capo della nave, Odisseo, miracolosamente riesce ad ascoltare la voce facendosi legare.
Gli uomini riescono a sfuggire, ma tornano a riva con gli occhi a cuoricini…

Atterrati nell’isola di Trinacria, il capo Odisseo si addormenta e i suoi compagni fanno il barbecure con le vacche sacre del dio Sole Iperione. L’odorino di carne si diffonde per tutta l’isola e arriva fino al capo che si sveglia e si arrabbia come una bestia inferocita!
Anche Zeus si arrabbia e li punisce con una terribile tempesta che distrugge la nave e fa morire tanti uomini
 (Judy, Maikol, Desirè S., Sara S.)

Edizione straordinaria!
Odisseo e i suoi uomini attraccano nell’isola dei Ciclopi, entrano in una caverna che scoprono essere abitata da un ciclope di nome Polifemo. Lui arriva e li chiude dentro con un masso.
E dice loro…. Ve lo diremo nel prossimo notiziario!
Anzi, ve lo anticipiamo… che li avrebbe mangiati.
Ma vedrete che Odisseo gli darà il vino, lo farà ubriacare, lo accecherà e riuscirà anche a scappare e a riprendere il viaggio.

Benvenuti al secondo appuntamento della giornata.
Edizione speciale!
Carne umana in scatola a sconto in tutti i supermercati mondiali. I clienti più interessati sono i Lestrigoni che hanno finito di mangiare i compagni di Odisseo e si sono ridotti a mangiare carne in scatola.
Mangeranno altra carne fresca o dovranno accontentarsi di quella scatolata?
Lo sapremo nella prossima edizione
 (Pietro F., Ludovica, Francesco)

Notizia Shock!
Sono scomparsi degli uomini e sono stati trovati dei maiali dentro un recinto di una grande casa.
Il ritrovamento è stato eseguito grazie a undici barche ritrovate alla riva dell’isola dove vive la maga Circe.
Colleghiamoci con la maga Circe:
“Buongiorno TG, sono famosa!”
“Buongiorno, cosa ci dici dei maiali che sono nella tua isola?”
“Mah… io non so niente!”
Chiudiamo il collegamento.

Ultima notizia: è stata trovata dell’erba nel castello della maga e nella porta d’ingresso un vassoio con dei muffin: uno dei nostri giornalisti sul posto, molto golosi, lo ha mangiato ed è diventato un maiale! Ecco la causa della trasformazione!
Rimane ancora da capire cosa sia quell’erba ritrovata al castello…

Dopo la pubblicità torneremo a parlare del “rimbambimento maschile” con i loro telefonini, aprendo il collegamento con il nostro amico fidato Gianmarco Merluzzo.

“Buongiorno a tutti, cari telespettatori. Ci troviamo nella città di Vestre, dove ci sono più del 26% degli uomini imbambolati al telefono, ma per quale motivo? Guardiamo insieme questo filmato”

Gli uomini sono imbambolati sulle foto delle sirene!
Ma un uomo furbo e intelligente di nome Odisseo, con l’aiuto dei suoi uomini, riesce a non farsi imbambolare.
I suoi uomini non sentono la voce delle sirene non perché sono sordi, ma perché hanno la cera dentro le orecchie, mentre lui è legato all’albero della nave per non scappare da loro.
Ma perché nessuno può avvicinarsi alle sirene? Perché altrimenti loro mangiano chiunque si avvicini!
Sono belle fuori ma cattive dentro!
E per oggi è tutto dal TG della 1D
(Rachele, Aurora)

Questi i nostri giornalini


E questi siamo noi che leggiamo le nostre notizie, sia in classe nostra che in giro per la scuola.
Un TG del genere è troppo divertente!! Complimenti a tutti!!








giovedì 21 marzo 2019

21 marzo giornata mondiale della poesia


In occasione della Giornata mondiale della poesia - fissata dall'Unesco nella data che sancisce l'inizio della primavera, ovvero il 21 marzo - abbiamo parlato di quanto la poesia sia utile per migliorare la nostra sensibilità e la nostra capacità di immedesimazione.
Attraverso i sentimenti e le immagini che il poeta riesce a cogliere attraverso l'uso sapiente delle espressioni reali e metaforiche e della terminologia utilizzata - le parole vengono scelte sempre scelte con estrema cura - è sempre un momento magico quando riusciamo a rispecchiarci nelle sensazioni e nelle immagini evocate da un testo scritto che sentiamo come nostro, quasi a renderci conto di aver raggiunto una sorta di "scoperta intima e segreta" di cui noi siamo gli unici e veri detentori, in quanto unici e veri interpreti.
Le attività svolte in classe hanno preso spunto dal bellissimo libro di Bernard Friot intitolato Dieci lezioni sulla poesia, l'amore e la vita, di cui consiglio vivamente la lettura.


Siamo partiti dal classico ma sempre efficace brainstorming, chiedendoci 

Cos'è la poesia per noi?

Tutte le risposte, ovviamente, sono state accettate come valide. 
Sotto, ne sono state riportate alcune.


La poesia è navigare con la fantasia (Desiree), paragonare le cose reali a quelle della fantasia (Rachele), serve per poter esprimere ciò che si prova dentro (Pamela), esprime i sentimenti di chi la scrive (Tommaso). I poeti usano le parole precise perché in poco spazio devono esprimere tante cose (Elia), ci fanno capire che sono importanti anche le cose che diamo per scontate (Alessia), fanno capire qualcosa a qualcuno e sono di solito dedicate a qualcuno (Achille). Le poesie sono sentimento, sono accoglienza e tutti noi ne abbiamo bisogno (Ludovica)


Poi ci siamo posti altre domande, tenendoci pronti ad annotare ciò che sarebbe emerso dalla discussione:

Le poesie sono difficili da capire? 
Il poeta scrive solo per pochi eletti?
Il poeta dà dei messaggi precisi quando scrive le sue poesie?

Alcuni di noi hanno detto che le poesie sono difficili, a volte noiose e che non è mai facile capire cosa vuole comunicare il poeta quando usa certe espressioni. Magari si rivolge solo ad alcuni in grado di capirlo, hanno detto altri. Quasi una sorta di obbligo di impararle a memoria senza capire, hanno precisato altri ancora.


Partendo dalla lettura di pochi semplici versi tratti dal libro di Friot, abbiamo subito capito che dovevamo cambiare rotta.
Non è vero che i poeti si rivolgono solo a pochi. I poeti si rivolgono a tutti.
Non è vero che le poesie sono rivolte solo a chi è in grado di capirle. Le poesie sono rivolte a tutti. Basta avere sensibilità e voglia di leggerle.
Non è vero che il messaggio del poeta è difficile da comprendere. La bellezza delle poesie sta nell'interpretazione personale che ne fa il lettore.
Nessuno potrà dirvi che ciò che avete letto, se nella vostra mente evoca immaginari precisi, è sbagliato, neanche la prof. Perchè sono i poeti stessi che vogliono rendere accessibile a tutti ciò che scrivono e che vogliono suscitare emozioni personalizzate nei loro lettori.

Leggiamo questa poesia del poeta francese Claude Roy, sempre inserita nel testo di Friot, che dimostra quanto appena detto:

Il poeta non è colui che dice

io non ci sono per nessuno.

Il poeta dice
io ci sono per tutto il mondo.
Non bussate prima di entrare
Voi siete già là
Chi bussa a voi bussa a me.
Ne vedo tutti i colori.
Io ci sono per tutto il mondo.     
              
 

E' vero prof! Il poeta dice che vuole rivolgersi a tutti, dice che lui c'è per tutto il mondo! Dice anche che non abbiamo bisogno di bussare alla porta della poesia perché possiamo entrare senza avvisarla: ci accoglierà senza problemi! (Krizstian)
Poi lo dice due volte che lui c'è per tutto il mondo. Vuol dire che vuole farlo bene entrare in testa, che è convinto (Cristiano).
Ma sarà difficile leggere ed interpretare una poesia? Sarà vero che il poeta vuole che tutti leggano le sue poesie senza preoccuparsi che magari possano sbagliare ad interpretare quello che voleva dire? (Andrea).

Quello che dice Claude Roy è tutto vero. E sarà stimolante vedere quanto sia affascinante leggere, decifrare ed interpretare ciò che i poeti dicono, senza lasciarsi condizionare dalla paura di sbagliare.
Facciamo subito una prova con due poesie, scritte da due autori italiani, che parlano della stagione che comincia proprio oggi: la primavera.
Vediamo la prima.

Il vecchio nido che pareva morto
dopo l'inverno
fra i rami ripalpita
(Ettore Serra)


Brevissima questa poesia, prof!  Però, anche se breve, fa capire diverse cose e le fa anche immaginare. Io mi immagino questo nido, mi sembra di vederlo. Sarà sicuramente come quello che ho visto per terra durante una giornata di forte vento. Sembrava un cestino con i pezzetti di legno incollati, tipo le ghirlande o le decorazioni che si trovano a Natale allo Show Garden. Ma come fanno gli uccelli a crearli? (Giorgio)
Il nido comunque è vecchio e sembra morto. Dà l'idea di essere sciupato! (Desirè)
Colpa dell'inverno. Ma ora si parla di primavera perchè il poeta dice che dopo l'inverno il nido torna a rivivere nel ramo di un albero (Eder).
Però non dice rivive. Dice "ripalpita"... che verbo strano! Ma il poeta, con poco testo, deve farsi capire bene, quindi le parole le sceglie precise (Elia).
Non solo precise. Sono parole che fanno venire in mente immagini precise. Per me usa "ripalpita" per dare l'dea della vita che risorge, del palpito - del battito insomma - del cuore. Il cuore è sempre simbolo di vita (Giulia).
Ed è una vita che palpita di nuovo, come se si fosse fermato il battito e ora riparta (Aurora).
Secondo me il battito è reale, è quello degli uccellini che sono dentro il nido e che aspettano che la loro mamma torni a portare il cibo per loro (Jessica).


Ottime osservazioni, decisamente!
Appuntate le vostre impressioni sul quaderno, così da non perdere gli spunti venuti fuori durante la discussione, quindi passiamo alla lettura della seconda poesia:

A primavera
un alberello timido di pesco colora i colmi dei monti
d'un vapore di fiori rosa.
Il mare è fra i rami degli alberi
si incastona nel mare
(M. Dazzi)

Prof, bella anche questa!
I rami di pesco con i loro fiori sono fantastici. Quel colore bianco e rosa è favoloso! (Elmir)
In Cina ci sono i ciliegi che fanno fiori così, molto belli (Ming Hong).
Non dice che i fiori sono nell'albero, ma lo chiama alberello timido. Un vezzeggiativo e un aggettivo come timido danno una idea di qualcosa che si è fermato e che ha bisogno di tempo per ripartire, come se l'albero avesse timore a tornare in vita (Riccardo).
Il colore rosa si vede da lontano, si vede che colora le cime dei monti come se fosse vapore, come se fosse uno spray e una nebbiolina. Molto diffuso insomma. Che bello, prof! (Pamela)
La parola vapore dà' l'idea che il colore si espanda dappertutto. E' una metafora che mi piace e le metafore aiutano ad immaginare (Giulia).


Poi si parla del mare. Si vede incastrato tra gli alberi. Come quando dalla terrazza della casa al mare del mio nonno vedo i pini vicino alla spiaggia e tra i rami si vede l'acqua del mare. Un bellissimo panorama, prof! Non vedo l'ora di tornarci (Lapo).
I rami degli alberi sono "incastonati" nel mare. Il verbo l'ho sentito usare dal mio zio che lavora in una fabbrica orafa e che incastona le pietre negli anelli per saldarle bene (Giulia).
Sì, se non sono ben incastrate, incastonate insomma, le pietre si staccano. E poi  l'anello non vale più niente (Judy).
I rami degli alberi, quindi, sono quasi fusi con il mare. Che bella immagine! (Rachele)


Visto che grande potenzialità hanno le poesie? Come ci fanno navigare con la fantasia? Come ci fanno tornare alla mente ricordi, impressioni, immagini, suggestioni?
Tutti le abbiamo provate durante la lettura, no?
Ciascuno a suo modo, ciascuno con una sua personale interpretazione.
Adesso proviamo noi. Aiutiamoci, se vogliamo, con alcune immagini e... divertiamoci a scrivere poesie sulla primavera.
Potranno anche essere brevi sperimentazioni, certamente, ma dovranno essere utilizzate parole il più ricercate, magari con l'aiuto metafore o espressioni evocative.
Al lavoro e, per i più timorosi, si ricordano di nuovo delle parole riprese da una citazione di Raymond Queneau, poeta francese, sempre inserita nel libro di Friot:

Quando nasce la poesia, non sempre si sa quello che si dice 








Qui alcune poesie create dai ragazzi:

Con la primavera arriva la spensieratezza,
alberi e fiori iniziano di nuovo a fiorire,
uomini e ragazzi iniziano di nuovo a uscire.
E' primavera, su
venite avanti,
care persone chiuse,
è il momento di tornare a sbocciare
(Pietro)

La primavera è un sogno,
un bambino che nasce,
un sole che sorge.
Le emozioni escono dal cuore e puoi mostrarle al mondo.
La primavera è pioggia che tamburella sui tetti,
gioia di correre a piedi nudi in mezzo ai fiori.
La pioggia cade sui corpi leggera, chiara, fresca
come una lacrima pesante ma allegra
(Rachele)

I colori della primavera
rivestono freddi versanti dei monti 
dove l'inverno è appena sfumato.
Alla fine vince sempre lei
con i suoi colori
raggianti
dell'arcobaleno
trascina via il freddo e porta con sé il tepore
(Cristiano e Krizstian)

Foglie verdi come la speranza stanno nascendo
i nidi vuoti non lo saranno per molto
tra poco gli uccelli, canticchiando le loro melodie, torneranno
e torneremo noi in loro compagnia
(Davide e Valentina)

Batuffoli di cotone
bagliore di luce
che sormontano una nuvola rosa.
E' questa una giornata gioiosa
(Aurora e Giulia)

E che la primavera abbia inizio.
Forse, con una sensibilità maggiore, saremo tutti noi più un grado di apprezzarla.