mercoledì 19 settembre 2018

Ben arrivate classi 1B e 1D!


Ottima partenza direi! 
I ragazzi mi sembrano ben ambientati e sono puntuali anche nelle consegne delle scartoffie burocratiche, cosa non da poco!
In questi primissimi giorni ci stiamo conoscendo attraverso attività di scrittura e lettura, modalità vincenti per parlare di sè e presentarsi senza eccessiva ansia.
Parliamo di scrittura, di attenzione ai processi e non solo ai prodotti, di approccio laboratoriale e di sperimentazione di tecniche come fossimo dei piccoli scrittori (perchè non è vero che non si impara a scrivere: si impara eccome! E lo vedrete entro brevissimo tempo.
Parliamo di lettura, leggendo albi illustrati, stralci di romanzi e conversando sui libri letti e che leggeremo.
Il nostro obbiettivo? Diventare lettori a vita!
Avremo a disposizione molti testi per imparare ad amare i libri, se già non lo facciamo, e ci basterà imparare a comprendere ciò che veramente ci piace per essere sicuri di scegliere i libri giusti e amarli per tutta la vita.
Addirittura una youtuber famosa, Elisa Maino, autrice del libro "Ops!", vi manda i suoi auguri per il vostro cammino di lettori e aspetta che le forniremo un feedbach anche sul testo che lei stessa ha scritto e si augura venga letto ed apprezzato.
Ecco il video.
 
 

Intanto cominciamo a piccoli passi ad entrare nel vivo della disciplina.
I ragazzi hanno cominciato una attività di scrittura, che proseguirà nei prossimi giorni in modo sempre più strutturato, disegnando la loro mano e inserendo nel disegno caratteristiche o gusti personali

 modello della prof

ragazzi al lavoro
 
Le "mani" sono tutte state raccolte in uno splendido cartellone appeso in classe ed hanno permesso di consocerci meglio, scoprire delle caratteristiche personali comuni e inziare a sperimentare la scrittura in modalità laboratorio attraverso la tecnica del quick.write (scrittura veloce).

 ecco una spiegazione del quickwrite tratta dal blog della Prof.ssa Agnese Pianigiani

La strada per diventare piccoli scrittori è appena comiciata...
Questi i cartelloni che ne sono usciti fuori.
Complimenti a tutti!!!!

cartellone classe 1B

cartellone classe 1D
 
La creatività non ci manca e con i cartellini della frutta che si reperiscono al supermercato creeremo una sorta di "boutique" delle parole difficili e dei loro significati.
Ecco cosa viene appeso in aula
 
E la nostra volontà di arricchire il lessico ed imparare sempre parole nuove diventerà una piacevole routine.
Mi pare aver cominciato veramente bene.

Buon proseguimento a tutti!!

La prof
 




 

venerdì 27 aprile 2018

Clima da Guerra Fredda? Ritorno della rivalità tra americani e sovietici? Vediamo di capire...


Perché al tg hanno parlato di ritorno della Guerra Fredda?
Perché in Siria hanno usato le armi chimiche?
Ha fatto bene Trump ad attaccare!
Ma no che non ha fatto bene, ora cosa succederà?
Ma è vero, come dice qualcuno, che tra poco scoppierà la terza guerra mondiale?
Queste e molte altre sono le domande che hanno posto i ragazzi in queste settimane.
Si avverte molta curiosità, a volte anche una certa apprensione, ma il desiderio di saperne di più è diffuso.
Perché non ascoltarli?
Troppo piccoli per capire?
Non credo.
Occorre sicuramente far comprendere quanto la situazione sia complessa e quanta attenzione vada posta a tutto ciò che vediamo in tv, sul web o semplicemente ascoltando i commenti per strada, perché solo in questo modo i ragazzi potranno acquisire gli strumenti per farsi delle idee proprie e potranno soprattutto abituarsi a quello spirito critico che spesso dovranno essere in grado di dimostrare per comprendere a fondo le questioni che si troveranno a dover affrontare nel corso della vita.
Bene!
La prima cosa da fare è documentarsi bene per poter avviare una proficua discussione in classe, successivamente cercare di radunare le notizie provenienti da fonti diverse e talora frammentate, infine cercare di adeguare il più possibile la conversazione ad un livello comprensibile ed adeguato all'età dei ragazzi.

questi sono alcuni testi utilizzati,
in un'ottica di ampliamento
all'educazione alla legalità

La discussione può avere inizio.
I ragazzi, per prima cosa, riferiscono ciò che sanno (o credono di sapere) sulla guerra in Siria, quindi si chiarisce subito una questione poco chiara: la guerra in questo paese non è certo cominciata con l'attacco chimico di qualche settimana fa, bensì molto prima.
In effetti le immagini delle persone, specialmente bambini, sofferenti a causa del gas nervino sono ricorrenti nel brainstorming dei ragazzi, così vengono lette alcune pagine del  libro "Le guerre spiegate ai bambini" e si riflette sulle nuove modalità di combattere che potrebbero, in futuro, riguardare nuovi e pericolosi conflitti: guerre spaziali, chimiche, biologiche con l'ausilio di droni e perfino veri e propri robot.


Ma perché si parla tanto di ritorno al clima della Guerra Fredda?
Perché le potenze che intervengono l'una contro l'altra a sostegno di schieramenti armati diversi sono proprio Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d'America, e Vladimir Putin, presidente della Russia, quindi si ritrovano nuovamente in contrapposizione le due grandi superpotenze che dettero origine alla storica rivalità che ha segnato tutta la seconda metà del secolo scorso, ovvero gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica.

Putin e Trump




Guardiamo, per prima cosa, questo video che presenta le dinamiche socio-politiche di questo martoriato stato del Medio Oriente e ne delinea allo stesso tempo un quadro storico ben comprensibile anche grazie a particolari effetti grafici:





La Siria, stato rientrante nella zona più ricca di risorse petrolifere e gas naturale del pianeta, è sempre stata una terra che ha attirato l'interesse di molte nazioni, tra cui la stessa Russia, con la quale da tempo intrattiene rapporti economici visto che compra proprio in questi territori il gas naturale per esportarlo in Europa Occidentale.
La Siria è stata uno stato politicamente instabile fino al governo di ASSAD (prima Assad padre, chiamato per esteso Hafiz-al-Assad, ora Assad figlio, chiamato per esteso Bashar-al-Assad ), che ha portato nel paese, laico, una certa modernità (ad es. l'uso di Internet, non certo consueto in tutti i paesi asiatici)

Assad padre e Assad figlio (attuale governatore in carica)

La guerra in Siria ufficialmente si fa risalire al 2011, anno in cui nel paese si manifesta la cosiddetta "Primavera Araba", cioè l'ondata di ribellione che a inizio secolo ha contraddistinto gli stati dell'Africa del Nord e del Medio Oriente in cui i popoli hanno richiesto ai rispettivi governanti maggior democrazia e riconoscimento dei diritti in genere, anche se i rapporti con alcuni stati vicini, ad esempio Israele e Iraq, erano tesi già da tempo, così come l'attenzione dell'Occidente, in particolare Francia, Gran Bretagna e ovviamente Stati Uniti, era viva praticamente fin da sempre.
C'è da dire, però, che le contestazioni ad Assad e le ribellioni popolari sono stati particolarmente cruenti in Siria e, fin da subito, si sono riscontrati arresti collettivi e reazioni particolarmente violente da parte dell'esercito.
Il paese penetra quindi velocemente nella GUERRA CIVILE con tutte le tremende conseguenze che essa provoca.
L'esercito combattente si divide al suo interno in varie frange, ad esempio il cosiddetto Esercito Libero Siriano (ELS), di impronta laica, e le frange di matrice islamica, tra cui ha preso campo il terribile ISIS, formazione proveniente da Al-Qaeda, ma composta da integralisti islamici che sono soliti compiere azioni talmente efferate che la stessa Al-Qaeda pare non riconoscere.

il nome ISIS indica infatti i luoghi di nascita
e la richiesta di uno stato islamico globale
ISIS = Islamic State Iraq Siria

Nel libro "L'Isis spiegato ai bambini"
si trova l'idea di stato islamico che l'Isis vorrebbe raggiungere

In una situazione fragile ed instabile come quella siriana, l'Isis era riuscito ad ottenere il controllo di diverse zone, prima tra tutte Raqqa, esattamente come era avvenuto in altri paesi martoriati da guerre civili, come Libia o Iraq, ma sia gli eserciti russi che quelli statunitensi sono intervenuti in Siria (così come era avvenuto da parte americana negli altri contesti) per respingere l'avanzata del radicalismo islamico e i risultati non si sono fatti attendere: l'Isis è stato respinto in Siria, tanto che la sigla che contraddistingue questa falange armata non è più Isis, bensì solo IS (Islamic State).

E gli Stati Uniti d'America avranno la loro parte anche nella guerra siriana, tanto da prendere una posizione opposta a quella russa - per questo motivo i media parlano tanto di ritorno a clima da Guerra Fredda -
Già fin dalla presidenza di Barak Obama (presidente americano predecessore dell'attuale Donald Trump), gli Usa si sono schierati a sostegno dei ribelli di Assad, in opposizione alla Russia di Vladimir Putin da sempre a sostegno del governatore Assad.
















L'appoggio è, ovviamente, continuato con Donald Trump che più volte ha minacciato di attaccare la Siria per opporsi ad Assad che, a suo dire, sta scatenando una guerra con l'utilizzo delle terribili armi chimiche con lo scopo di placare i ribelli, terrorizzando la popolazione con terribili attacchi come quelli al gas nervino avvenuti lo scorso anno (da qui l'intervento armato americano) e poche settimane fa (da qui il nuovo intervento americano, stavolta sostenuto da Francia e Gran Bretagna, grazie all'appoggio del presidente francese Emmanuel Macron e della premier inglese Theresa May).


Ma quali sono i possibili scenari?
Come potrebbe reagire la Russia a questo attacco missilistico di Trump avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 aprile 2018?
Il mondo deve tornare a tremare come ai tempi della Guerra Fredda?
Non dimentichiamoci che in guerra scattano i meccanismi delle alleanze tra stati che tengono una linea comune e stati che si pongono obiettivi diametralmente opposti, esattamente come abbiamo letto nelle pagine del libro di storia.
E quali sono gli schieramenti della guerra in Siria?


In breve, queste sono le posizioni e le principali nazioni coinvolte nella guerra:
- schierati con la Russia sono Cina ed Iran
- schierati con Stati Uniti sono Gran Bretagna, Francia, Israele e Arabia Saudita.
In più è intervenuta anche la Turchia in posizione un po' anomala perché interessata al perenne conflitto con i Curdi, popolazione che vive al confine siriano e a cui la Turchia si è da sempre dichiarata ostile.  

Una guerra che assume dimensioni moto ampie quindi.
Ma cosa si prospetta in futuro?
Torneremo davvero ad un clima di Guerra Fredda, per non dire che - in effetti - ci siamo già arrivati? 
La sfera di cristallo per prevedere cosa avverrà non ce l'abbiamo, ovvio, ma la volontà di comprendere cosa sta avvenendo intorno a noi sì ed essere cittadini attivi vuol dire cercare di osservare ciò che succede nel mondo e farlo in modo attento e il più possibile con spirito critico.



Dobbiamo vigilare sulle notizie, stare attenti alle fonti che le diffondono e, anche in una situazione così tragica come la guerra, non cercare a tutti i costi di dividere il buoni dai cattivi perché una vera linea di demarcazione neanche esiste.
L'unica certezza sono le vittime innocenti: in Siria sono morte 500.000 persone e 8 milioni sono i profughi. Cifre impressionanti.
E, a proposito di certezza delle fonti, purtroppo in rete (e non solo) finiscono anche tante "fake news", capaci di pilotare e manipolare l'opinione pubblica meno attenta, ed esse non risparmiano certi le situazioni di guerra, anzi...
Sentite le parole pronunciate da un famoso accademico statunitense, Robert Kaplan, a proposito della attuale diffusione delle fake news in occasione di conflitti:

"La guerra delle parole non uccide come quella col gas nervino, ma ha effetti della intossicazione della opinione pubblica ancor più gravi in un'epoca dominata dalla frammentazione delle fonti di informazione [..] La disinformazione diffusa in tempo di guerra per demoralizzare il nemico ha una storia secolare, ma una campagna di questa intensità è senza precedenti. Vincere la guerra mediatica diventa importante quanto e forse più che vincere quella sul campo".

Parole molto forti che ci ammoniscono a vigilare sempre su ciò che quotidianamente osserviamo o leggiamo nei media o nei social network.
Quindi, estrema attenzione!

 

Prof, ma l'Italia in questa situazione di guerra che cosa farà?


Come la pensa il nostro paese sulla guerra?
Per rispondere a questa domanda non c'è pericolo di fake news: l'Italia ripudia la guerra e la fonte è certissima perché lo dice la nostra Costituzione all'art. 11!
Notate la parola "ripudia": l'Italia non semplicemente rifiuta, bensì aborre, respinge con decisione la guerra.
Noi sappiamo quanto siano stati attenti i membri dell'assemblea costituente alla scelta delle singole parole da inserire nella carta costituzionale, e per loro che la guerra purtroppo l'avevano pesantemente subìta, l'importante era mettere per scritto che non si dovesse ripetere per nessun motivo la terribile esperienza vissuta.



Gino Strada, medico fondatore di Emergency, che si occupa di assistere i feriti nelle zone di guerra, afferma queste frasi che possiamo definire non semplici frasi ma pure "verità", poi proviamo a commentarle:

"Le guerre appaiono inevitabili sempre, quando per anni non si è fatto nulla per evitarle. Esse sono malattie da curare"
"Se l'uomo non butterà fuori dalla storia la guerra, sarà la guerra che butterà fuori l'uomo dalla storia"



Leggiamo e commentiamo anche una poesia del poeta tedesco Bertold Brecht, scritta in occasione della seconda guerra mondiale, ma purtroppo sempre estremamente attuale...


Leggiamo e riflettiamo  infine una lettera scritta da Andrea Masciaga su un famoso social netwotk e indirizzata ai ragazzi che soffrono in Siria:


Sembrano stelle cadenti e invece no, sono missili.
Missili che viaggiano sulla testa delle persone: uomini, donne, bambini e ragazzi come me.
Penso.
Penso a tutte le volte che mi sono lamentato per un lunedì di scuola troppo pesante.
Penso alle volte che ho detto: che barba questo, che barba quest’altro!
Penso a chi si lamenta perché non ha l’ultimo modello di Smartphone.
Penso a chi inneggia alla guerra, all’odio e al razzismo.
Penso a tutte le volte che perdo tempo in cose inutili.
Penso alla fortuna che ho di tronare a casa la sera, trovare una madre e un padre che mi vogliono bene, un piatto caldo e un letto in cui riposarmi.
Penso alla fortuna che ho di studiare in un paese che, nel bene o nel male, mi dà l’opportunità di pensare a modo mio.
Penso alla fortuna che ho di fare sport, conoscere persone ed emozionarmi.
Penso alla fortuna che ho di condividere il mio tempo con una donna che mi ama.
Poi riguardo le foto e penso a te, fratello, che non hai tutte queste fortune, che è un miracolo se vedi la luce del giorno, che di studiare hai smesso da tempo.
Penso a te che vorresti scappare ma non ci riesci, penso ai tuoi genitori che magari non vedi da tanto tempo.
Penso alla tua terra, ai profumi che sentivi e che ora non senti più, coperti dall’odore del fumo.
Penso a te che non ti emozioni da un po’.
Penso e ti penso.
Ti sono vicino con il cuore e con le idee.
Dovremmo imparare a guardarci dentro, a guardarci indietro e a capire quanta fortuna di vivere abbiamo ogni giorno.






Affinché non ci siano più bambini morti per conflitti con cui non hanno nulla a che fare...





Affinché non ci siano più profughi costretti a vivere nei campi di accoglienza perché non hanno più un posto dove vivere...




Affinché non ci siano più case distrutte dalle bombe...


 

NOI DICIAMO NO ALLA GUERRA!



disegno di Daniele
disegno Daniele versione a colori


scritta in un muro di una casa crollata in Siria
in cui si legge "alla fine questa guerra finirà
e io potrò tornare a scrivere poesie"














domenica 15 aprile 2018

Una rivalità continua passata alla storia col nome di "Guerra Fredda"


Per i ragazzi poter conoscere gli argomenti di storia contemporanea è molto stimolante, tanto che più volte hanno dichiarato che in prima superiore vorrebbero poter continuare ad approfondire gli argomenti affrontati in terza media invece che tornare a studiare le antiche civiltà conosciute durante gli anni della primaria.
Hanno torto?
Secondo me no, ma questo è un altro discorso e mia opinione personalissima, quindi sorvoliamo.
Della situazione internazionale seguita alla seconda guerra mondiale interessa sapere praticamente tutto: chi erano i protagonisti, perché Stati Uniti e Unione Sovietica - in guerra uniti contro il nazismo - non appena finisce in conflitto entrano in competizione l'uno con l'altro, cosa vuol dire "cortina di ferro", perché viene edificato il muro di Berlino, come si manifestava questa rivalità, perché si puntava al controllo dello spazio... tutto insomma!
E allora, passo passo, vediamo di dare una spiegazione alle richieste dei ragazzi e pazienza (anzi, evviva!) se il libro di storia non viene seguito pedissequamente.
Intanto, chiariamo subito il limite temporale: la cosiddetta "Guerra Fredda", convenzionalmente, si ritiene compresa tra il 1945 e il 1990 (anno che vide ufficializzata la caduta del muro di Berlino, simbolo del crollo del comunismo dell'area sovietica).
Si parte con le varie conferenze di pace che vedono al tavolo i vincitori della Seconda Guerra Mondiale, ovvero Stalin per l'Unione Sovietica, Roosvelt (ma anche Truman vista l'improvvisa scomparsa del presidente americano nel 1945) per gli Stati Uniti e Churchill per la Gran Bretagna, anche se quest'ultimo vedrà relegato il suo ruolo sempre più chiaramente, tanto da farlo di nuovo sprofondare nei problemi dovuti alla depressione di cui aveva sofferto prima dello scoppio del conflitto...

Conferenza di Yalta con Churchill, Roosvelt e Stalin

... poi si passa ad osservare la nuova cartina europea con la linea di demarcazione che divide l'Europa nelle due sfere di influenza delle vere potenze che dominano il continente: gli Stati Uniti da una parte e Unione Sovietica dall'altra: la cosiddetta "cortina di ferro" (termine coniato da Winston Churchill). l'Europa dell'Ovest sarà gravitante sotto l'influenza americana, mentre quella Orientale sotto l'influenza sovietica...



"cortina di ferro" (W. Churchill)

muro di Berlino che, dal 1961, rappresentò di fatto la divisione della la Germania in
RFT (sotto l'influenza americana) e RDT (sotto l'influenza sovietica)

Repubblica Federale Tedesca (o Germania Ovest)
Repubblica Democratica Tedesca (o Germania Est)


... quindi si definiscono le più importanti differenze economico-politiche tra Usa e Urss (governi democratici da un lato e dittature comuniste dall'altro) ed i provvedimenti che hanno contraddistinto i due schieramenti: Piano Marshall di aiuti economici, Patto Atlantico, Nato, Onu e Dichiarazione Universale dei Diritti Umani da parte americana e Patto di Varsavia e Comecon da parte sovietica.

il Piano Marshall aiutò anche l'Italia per la ricostruzione

logo Nato

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Ma perché si parla di "Guerra Fredda"?
Non fu una vera e propria guerra (anche se in alcune occasioni il mondo andò vicino ad un conflitto mondiale, specie nelle situazioni di Corea, Vietnam e Cuba), ma una situazione di rivalità pericolosa tra Stati Uniti e Unione Sovietica.
Perché pericolosa?
Chiaro! Per le armi e le bombe di cui disponevano i due contendenti (entrambi gli stati avevano costruito la bomba H, addirittura più potente di quella atomica che fu sganciata ad Hiroshima e Nagasaki).


Ma come si manifestava questa rivalità?
In tutti i settori!!
Nelle armi, come appena detto, ma anche nell'economia, nella cultura, nello sport e perfino nel gioco degli scacchi.

anche il gioco degli scacchi diventò occasione di rivalità tra Usa e Urss


il campione del mondo di scacchi Bobby Fisher riuscì a sconfiggere il rivale russo


la ginnasta Nadia Comaneci non era russa, bensì
proveniente dalla Romania, ma lo stato in orbita
sovietica aveva una dittatura comunista
che sfruttò il suo eccezionale talento per fini propagandistici





Ma il settore su cui Usa e Urss si sfidavano in maniera più tenace fu la conquista dello spazio. 

Il motivo: le missioni spaziali davano prestigio in ambito tecnologico-scientifico ed erano un ottimo sistema per controllare dall'alto le mosse del nemico!




L'Unione Sovietica ottenne dei successi clamorosi: il lancio del primo satellite artificiale della Terra, lo "Sputnik", e il primo uomo che riuscì ad arrivare nello spazio, l'astronauta Yuri Gagarin (sorvolo le esperienze di invio nello spazio dei cani perché lo trovo molto doloroso...)

"Sputnik" sovietico

l'astronauta russo Yuri Gagarin

video che mostra l'esperienza dello Sputnik

cartone che rievoca la missione di Yuri Gagarin

ricerca sulle missioni spaziali di Helena e Sara 
e sulla sorte della sfortunata cagnolino Laika,
inviata nello spazio per studiare le reazioni in orbita degli esseri viventi

 
ancora una ricerca sulla cagnolina Laika (Maria)

mappa sulle missioni spaziali
eseguita da Vanessa ed Elena


I successi dei russi misero non poco in crisi gli americani, primo tra tutti il presidente Eisenhower che venne accusato di soccombere alla tecnologia dell'Unione Sovietica, ma la rivincita statunitense superò qualsiasi aspettativa e dette lo "scacco matto" ai sovietici: parlo del famosissimo sbarco sulla Luna della missione Apollo 11, con l'astronauta Neil Armstrong che fece il primo passo sul suolo lunare pronunciando la famosa frase: "un piccolo passo per l'uomo, un grande balzo per l'umanità".

l'astronauta Neil Arnstrong

foto dell'impronta lasciata sul suolo lunare

filmato Rai dello sbarco sulla Luna

approfondimento in power point di Alice, Giulia e Sophia

altro power point di approfondimento sulle missioni sulla Luna di Alessandro R.

Lo sbarco sulla Luna ha segnato un risultato così eclatante che ci soffermeremo a fare delle riflessioni che non si trovano sul libro di storia, ma che ci aiuteranno a capire la portata storica di tale avvenimento.
Intanto, prima semplice riflessione:
Commenta con parole tue la frase pronunciata da Neil Armstrong in occasione dello sbarco sulla Luna: "Un piccolo passo per  l'uomo, un grande balzo per l'umanità"

Ampliamo la prospettiva, e riflettiamo sulle parole di Giuseppe Ungaretti scritte la notte stessa della proiezione, in diretta e in mondovisione, della famosa missione spaziale:
"Questa è una notte diversa da ogni altra notte del mondo. Ogni uomo ha desiderato da sempre conquistare la Luna. Oggi è stato raggiunto l'irraggiungibile, ma la fantasia non si fermerà. Gli uomini continueranno a  vedere la Luna così come appare dalla Terra, anche se la sua conoscenza fisica e scientifica potrà essere approfondita o modificata. Ma per gli effetti ottici che ha sulla Terra, la Luna rimarrà per l'uomo sempre la stessa".

Giuseppe Ungaretti di fronte al grande schermo


La Luna ha da sempre ispirato poeti, pittori ed artisti in genere.
Qualche esempio famoso:

dipinto di Magritte

dipinto di Van Gogh

dipinto di Friedrich

Molti poeti e scrittori si sono ispirati alla Luna per far comprendere le loro idee ai lettori, ad esempio Giacomo Leopardi le ha dedicato molti versi e si è rivolto a lei per porgerle domande e per chiarire i suoi pensieri, così come ha fatto Luigi Pirandello in una sua famosa novella con protagonista un giovane lavorante di una miniera di zolfo

I versi della poesia "Alla Luna" di G. Leopardi

titolo della novella di L. Pirandello

Infine, ricollegandosi alle stazioni spaziali e all'importanza sempre crescente delle missioni spaziali e delle scoperte scientifiche derivanti da esse, leggiamo e commentiamo le parole della prima astronauta donna italiana che ha partecipato nel 2015 alla missione denominata "Futura": 
"Quando si ammira la Terra dallo spazio, la fragilità del nostro pianeta e la sua immensa bellezza ti colpiscono. Allo stesso tempo appare evidente che non ci sono confini tra le nazioni e che siamo un unico equipaggio di oltre 7 miliardi di persone che vivono in una straordinaria astronave. Dallo spazio cambia il rapporto con il pianeta. Ogni giorno la Terra ti scorre sotto la finestra e diventa molto familiare. Basta uno sguardo, a volte, per capire sopra quale continente stai passando, anche solo dal tipo di luce che entra dalla finestra. Tutto il pianeta è casa tua, ma allo stesso tempo capisci che non ti appartiene. Dobbiamo sempre cercare di percepirci in questo modo: gli abitanti di un'unica casa. E occorre imparare a prenderci cura gli uni degli altri. Ma questo atteggiamento può non essere il più spontaneo per tutti quanti: va coltivato e preparato. Dobbiamo addestrarci, allenarci. Dobbiamo imparare gli strumenti pratici per affrontare le questioni con una prospettiva globale"