giovedì 8 febbraio 2018

Classi terze e Giornata della Memoria


27 gennaio 1945: l'armata sovietica apre i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, in Polonia, trovandosi di fronte prigionieri allo stremo delle forze che non erano stati in grado di seguire gli ufficiali nazisti che, ormai braccati dagli schieramenti alleati, avevano cercato di distruggere tutte le tracce della loro follia in un estremo tentativo di fuga. 
Celebrare la giornata in sé con la visione di film o la lettura di brani a tema è sicuramente positivo perché la memoria di ciò che è stato non deve perdersi nel tempo ed è dovere di tutte le nuove generazioni ricordare quanto avvenuto, ma  limitarsi a parlare di Shoah solo in una mattinata, magari facendo leva esclusivamente sulla sfera emozionale, non lascia veramente traccia sui nostri ragazzi, senza contare il fatto che gli adolescenti non possiedono gli strumenti adatti per gestire in maniera appropriata immagini mentali troppo forti a livello emotivo.
Come affrontare in classe, quindi, una pagina della nostra storia così potente e ricca di numerose implicazioni?
Quest'anno mi sono iscritta ad un corso di formazione di Didattica della Shoah tenuto presso la libreria di fiducia della mia città ed ho seguito l'impronta che è stata data dalla relatrice, prof.ssa Cristina Ciarli, ovvero l'insistenza sul senso di responsabilità suddivisa tra molte persone che hanno vissuto nell'epoca della Shoah e che nulla hanno fatto per cercare di contrastare questo terribile crimine contro l'umanità.
Ma prima di riflettere su questo aspetto che mostra tutta la complessità della Shoah e la qualifica come tragedia non solo degli ebrei ma di tutta l'umanità, abbiamo cominciato da ciò che ai ragazzi viene più naturale: disegnare (per chi ha talento grafico) e porre qualsiasi genere di domande sull'argomento senza il timore di venire giudicati.
Disegno e domande, scritte su stelle a sei punte, sono state raccolte su un cartellone propedeutico alle attività da svolgersi in seguito


Dopo la discussione in circle time per provare a rispondere a tutte le domande espresse nelle stelle, abbiamo cominciato a parlare di concetto del distorto concetto di superiorità della razza ariana aprendo questa cartina geografica


Cosa rappresenta?
Il viaggio intorno al mondo realizzato dallo scienziato Charles Darwin, padre dell'evoluzione della specie.
Cosa c'entra con il nazismo e la Shoah?
C'entra perché i nazisti hanno vergognosamente piegato le teorie scientifiche di Darwin sulla necessità di adattamento delle specie animali con conseguente selezione naturale e sopravvivenza delle razze che meglio riescono ad adattarsi all'ambiente circostante, alla ideologia priva di fondamento che volevano imporre in merito alla superiorità della razza ariana rispetto alle altre razze umane.
Contravvenendo al fatto che non esistono razze umane differenti ma solo diversità di tratti somatici dovute alle molteplici condizioni climatiche, i nazisti cercarono di distorcere le teorie di Darwin per dare un assurdo fondamento scientifico alla loro folle idea: permettere alla razza ariana, sana e perfetta, di dominare il mondo ed eliminare tutto ciò che avrebbe potuto contaminarla, in primis gli Ebrei, ma anche tante categorie sociali "scomode", quali disabili, omosessuali e oppositori politici.
Assurdo vero?
Purtroppo tutto ciò è accaduto veramente.
Tutto quello di cui parleremo è accaduto veramente.
E tutto ha avuto origine dall'uomo, non da forze maligne oscure e demoniache.
Dalla mente dell'uomo.
Ricordavate quando lo scorso anno parlavamo del romanzo L'Onda? L'esperimento del prof americano aveva dimostrato che ricreare le condizioni di odio e discriminazione era stato fin troppo facile tra i suoi studenti che, solo qualche settimana prima, avevano negato che fosse impossibile far risorgere la mentalità nazista in epoca odierna e fuori dai confini tedeschi.

Ma procediamo piano...

Partiamo dalla conoscenza di un personaggio sportivo che molti ragazzi non conoscono ma che sicuramente apprezzeranno: il calciatore austriaco Matthias Sindelar, protagonista dell'albo illustrato Fuorigioco.

 


Sindelar, soprannominato "carta velina" per il fisico esile e l'agilità quasi svolazzante dimostrata in campo, finì ucciso insieme alla fidanzata italiana di origini ebraiche perché aveva osato compiere dei gesti di ribellione al nazismo ormai imperante anche nella sua Austria:
- non aveva ceduto al ricatto di non giocare durante la partita finalissima Austria - Germania;
- segna due reti nella suddetta finalissima aggiudicandosi la vittoria;
- rifiuta di passare a giocare nella nazionale tedesca;
- rifiuta di fare il saluto nazista a fine partita.

Sindelar segna il goal della vittoria
 
Austria vince sulla Germania per 2 reti a 0
Sindelar non saluta
Sindelar è preoccupato per la sua sorte

Sindelar è stato trovato morto insieme alla fidanzata
ufficialmente la morte è archiviata come "decesso per monossido di carbonio"
La responsabilità dei nazisti non è mai stata accertata, ma è innegabile
Sindelar è immaginato a giocare le sue partite per tutta l'eternità

Un esempio di uomo sportivo onesto e coerente.
Un modello da seguire per ogni ragazzo che ha seguito attentamente la sua storia.
Così come altre sono state le storie legate al mondo dello sport che si sono intersecate con il nazismo, prima tra tutte la splendida vittoria di Jesse Owens, atleta di colore che alle Olimpiadi di Berlino si è aggiudicato la medaglia d'oro superando i concorrenti tedeschi e confutando in maniera esplicita tutte le teorie sulla superiorità fisica della razza ariana sbandierate dal Terzo Reich!

 

La narrazione prosegue con la conoscenza di un altro personaggio vicino al mondo adolescenziale: Anna Frank, la giovane ebrea reclusa in un alloggio segreto olandese che tenta, purtroppo inutilmente, di sfuggire alle deportazioni razziali e che si consola scrivendo un famoso diario.
Abbiamo letto e osservato immagini tratte dalla graphic novel di recente uscita sulla sua storia...

 

... e abbiamo osservato video che riproducono in 3d l'alloggio segreto in cui Anna e altre persone hanno tentato di salvarsi la vita



Inoltre abbiamo conosciuto i punti di vista degli altri inquilini dell'alloggio affidandoci al racconto che ne fa la scrittrice Guia Risari, ospite presso il nostro Istituto Comprensivo in occasione della mostra del libro tenutasi nei locali della scuola primaria, nel suo romanzo La porta di Anne, soffermandoci, in particolare, sulla figura di Margot, la sorella maggiore responsabile e disciplinata che morirà nel campo di concentramento di Bergen Belsen a pochi giorni di distanza da Anna.

Solo i nazisti sono stati i responsabili della morte di Anna e di tutti i milioni di persone che sono morte perché colpevoli esclusivamente di appartenere a categorie sociali considerate inferiori e indesiderate?
No, non solo loro purtroppo, anche se hanno avuto responsabilità enormi.
Anne Frank è stata deportata nel lager perché una voce di donna, mai ben identificata, ha denunciato la presenza di persone sospette all'interno di una sistemazione di fortuna, facendo scattare i controlli della Gestapo.
Larga parte della popolazione si era dimostrata favorevole all'eliminazione fisica degli ebrei e, con il suo silenzio o, peggio, la sua connivenza, ha contribuito a mandarne a monte migliaia.
Gli ebrei, a causa delle Leggi di Norimberga (e ricordiamoci che nel 1938 le Leggi razziali sono state adottate anche in Italia!), perdevano continuamente posti di lavoro, beni e proprietà, riducendosi a divenire una massa di poveri.
Tanti erano coloro che non dicevano nulla e che avevano tornaconti da questa situazione: banche e studi notarili per i depositi personali e la gestione delle espropriazioni territoriali, gente comune che si impossessava di posti di lavoro o case lasciate vuote, industriali che vedevano arrivare per le loro fabbriche tanta manovalanza a basso costo tanto da acconsentire a far spostare gli edifici industriali direttamente vicino ai campi di concentramento e sterminio.
Tanti non avevano detto nulla neanche quando si era trattato di sperimentare da parte del Reich il terribile piano Action t4, che prevedeva l'eliminazione fisica delle persone disabili tramite gasazione (sperimentando ciò che sarebbe stato messo a punto nelle camere a gas del lager) o quando venivano fatti deliberatamente morire malati terminali o bambini nati con malformazioni fisiche.
Non è possibile che medici e personale sanitario non sapessero nulla.
Medici e personale sanitario erano conniventi.
La macchina della morte procedeva grazie al contribuito di tante persone.
Lo stesso Adolf Eichmann, uno dei gerarchi nazisti più fedeli ad Hitler e processato per crimini contro l'umanità proprio nello stato di Israele dopo la sua particolarissima cattura avvenuta in Argentina (il processo che lo ha coinvolto è stato un fenomeno mediatico senza precedenti), mai ha dichiarato di sentirsi colpevole dei crimini che gli venivano imputati.
La sua giustificazione è sempre stata quella di "aver semplicemente eseguito un ordine".
Aver eseguito un ordine.
Una frase sconvolgente detta da un uomo dall'aspetto fisico fragile e dimesso che, nelle numerose perizie psichiatriche a cui venne sottoposto, risultò sempre essere dotato di personalità sana eordinaria priva di qualsiasi componente pscicotica
Un uomo.
Non un mostro.
La  tragicità della Shoah è proprio questa: crimine tremendo architettato e portato avanti da uomini.
Non demoni.
Uomini.
Nel caso in cui fossero stati dei mostri a progettare tutto potremmo essere pure più tranquilli con le nostre coscienze.
Il fatto che il crimine sia stato commesso da uomini sani ed ordinari mostra tutta la sua pericolosità, ovvero il fatto che bisogna vigilare attentamente affinché certi episodi non si ripetano.

Eichmann al processo si difende da solo

Hanna Arendt, giornalista ebrea inviata al processo Eichmann,
scrisse il saggio "La Banalità del Male" e fu accusata dalla comunità ebraica
di essersi schierata contro il suo stesso popolo

Il male ha provocato la Shoah, questo è indubbio.
Un male che è stato provocato dagli uomini.
Un male che dobbiamo fare in modo che non venga ripetuto perché, come dice Primo Levi, il sopravvissuto di Auschwitz forse più famoso in assoluto, "se comprendere è impossibile, conoscere è necessario"
Abbiamo discusso sul valore della memoria, su quanto sia importante non solo sapere ciò che è avvenuto, ma anche perché e come è avvenuto, affinché tali atrocità non possano mai più accadere, proprio come dice Primo Levi stesso nella sua splendida Shemà, che abbiamo letto e commentato insieme.


Abbiamo visto insieme e commentato alcune immagini simbolo della Shoah a ricordo di ciò che è stato, come il monumento di Berlino (su cui un artista israeliano ha recentemente creato fotomontaggi impressionanti per frenare il dilagare di selfie scattati dai turisti), le sculture di Budapest lungo il Danubio a ricordo di tutti gli ebrei lasciati morire affogati, le pietre d'inciampo a ricordo delle abitazioni in cui sono avvenute deportazioni di persone e famiglie ebree, il cancello di Auschwitz con la scritta beffarda "Il lavoro rende liberi", alcuni oggetti ancora presenti nel campo e la stessa planimetria del campo di Auschwitz-Birkenau per avere almeno la minima idea della vastità di tale struttura.

cancello e scritta del campo di Aushwitz

occhiali dei deportati ad Auschwitz

scarpe dei deportati ad Auschwitz

planimetria di Birkenau

Museo di Berlino sulla Shoah

pietra d'inciampo

sculture di scarpe a Budapest lungo il Danubio

I ragazzi hanno scritto nelle loro stelle a sei punte di carta i pensieri che sono scaturiti da queste lunghe discussioni, hanno riflettuto sul concetto di responsabilità, sul fatto di non dover rimanere mai indifferenti di fronte agli avvenimenti e sulla necessità di agire sempre prima di pensare, poi hanno "tatuato" i pensieri nei loro avambracci, così da ricordare i tatuaggi corrispondenti ai numeri di matricola che venivano incisi nelle braccia dei prigionieri non appena mettevano piede all'interno del campo.









La settimana è culminata con la rappresentazione teatrale, tenuta presso la sala consiliare, denominata
Ho paura dei miei sogni, incentrata sulla vicenda di Wanda Poltawska, detenuta in un campo di concentramento in cui avvenivano terribili esperimenti sugli internati per testare l'efficacia di alcuni farmaci antitifoidei




Il pomeriggio è proseguito al cinema ancora all'insegna del ricordo di quanto avvenuto con la visione del film Un sacchetto di biglie di Joseph Joffo, di cui in classe erano stati letti alcuni brani più celebri



locandina e Joseph Joffo oggi con gli attori del film

Perché gli uomini, senza la memoria, non sono nulla.
Noi lo sappiamo.
Ed è anche per questo che in classe teniamo appeso questo cartellone a ricordo delle nostre riflessioni.



















lunedì 22 gennaio 2018

Ugo Foscolo e quello spirto guerrier ch'entro ci rugge

Premessa

Chiarisco subito che, a mio parere, fare storia della letteratura nella scuola secondaria di primo grado serva a poco, per non dire a nulla.
Preciso però che utilizzare la letteratura e i testi letterari per far sviluppare competenze linguistiche, orientative e relazionali nei ragazzi di tale fascia d'età serva eccome.
I percorsi di letteratura che ho scelto di seguire rientrano nell'ottica appena precisata, o almeno l'intento è stato quello, ed i riferimenti pedagogici presi a modello sono il Reading and Writing Workshop, metodologia statunitense introdotta in Italia dalla docente Jenny Poletti Riz che per prima l'ha sperimentata nelle sue classi di scuola secondaria di primo grado, e le pratiche di Orientamento narrativo delineate, in particolar modo, dai professori Simone Giusti e Federico Batini.
I testi letterari, come precisano proprio Simone Giusti e Federico Batini, non solo sono in grado di stimolare l'immaginazione del lettore, bensì sono utili per esplorare nuovi mondi, negoziare la propria identità, il proprio ruolo sociale, comprendere le altre persone e noi stessi, realizzando quelle life skills indispensabili non solo nella scuola, ma nel corso di tutta la vita.
La modalità laboratoriale è quella che meglio si adatta ad un simile approccio perché, citando le stesse parole di Jenny Poletti Riz tratte dal suo libro Scrittori si diventa, "il laboratorio di scrittura è un modo per dare significato all’insegnamento dell’italiano è una comunità di lettori/scrittori che si immergono nella letteratura, dedicano tempo alla scrittura, scoprono e sperimentano tecniche, si confrontano, fanno feedbach, compiono scelte, trovano piacere in ciò che leggono e scrivono" e se il docente tiene a mente questi capisaldi è più facile che gli obiettivi che si era prefisso di realizzare riescano a concretizzarsi.
Del medesimo libro riporto anche questa frase che ho considerato la base di partenza di tutto il lavoro, e di altri simili che a questo seguiranno: "gli studenti vivono nella letteratura e sono invitati a 'fare' con la letteratura. Particolare attenzione viene posta all'attualizzazione delle tematiche presenti nelle grandi opere della nostra letteratura in modo che gli alunni possano percepirne tutta la freschezza e la modernità".
Per realizzare il percorso ho infine preso numerosi spunti dai lavori effettuati in classe dalle docenti che già da tempo sperimentano la metodologia del Writing and Reading Workshop, in particolare dai lavori di Silvia Pognante, Sabina Minuto e Loretta De Martin, docenti che sentitamente ringrazio, così come ringrazio Manola Alfredetti che per prima, grazie alla sua professionalità, ha incoraggiato il mio cammino verso una didattica il più possibile attiva e costruttivista.

"Immergiamoci" nella conoscenza di Ugo Foscolo:
chi era? In quale epoca visse? Com'era?

Primo passo: facciamo conoscenza con Ugo Foscolo, primo autore che incontreremo nel nostro percorso letterario. 
Anzi no... prima ancora di "incontrarlo", un "quick write", una scrittura veloce su ciò che vi aspettate dalla letteratura che studieremo quest'anno: a cosa potrà servirvi? credete che vi annoierà o vi stimolerà? perché?
5 minuti al massimo.
Condivisione di altri 5 minuti circa, quindi cominciamo.
Ecco una linea del tempo in cui collocheremo Ugo Foscolo, inserendo anche gli altri due autori che incontreremo nei prossimi mesi e che sono, più o meno, vissuti nella medesima epoca: Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni.







 


Siamo a cavallo tra 1700 e 1800, come possiamo ben vedere dalla nostra linea.
Quali importanti eventi storici ha avuto modo di vivere il nostro autore?
Con quali personaggi in ambito politico è potuto entrare, anche indirettamente, in contatto?
A piccolo gruppo, predisponendo i banchi ad isola o lavorando in modo collaborativo con i compagni vicini di banco, proviamo a rispondere sul quaderno a queste domande, poi leggiamo velocemente le notizie biografiche su Foscolo ed estrapoliamo al massimo 3/4 avvenimenti principali di tutta la sua vita.






Quali connessioni possiamo fare con la sua vicenda biografica? Quali personaggi abbiamo già incontrato che hanno dovuto affrontare il dolore dell'esilio? E discutiamo su analogie, differenze, riferimenti alla nostra epoca, alle vite nostre e a quelle degli altri...

Ma adesso torniamo ad Ugo Foscolo: vediamo fisicamente com'era e che carattere aveva.
Non ci sono fonti in grado di fornire tali notizie dite? Vi sbagliate clamorosamente...
Intanto all'epoca non esistevano foto, è vero, ma i ritratti che venivano eseguiti erano pressoché perfetti e i ritrattisti di un certo livello venivano ingaggiati per immortalare l'aspetto dei grandi personaggi ricevendone pure lauti compensi, vedete voi!
Questo, ad esempio, è uno dei ritratti più famosi di Foscolo, un dipinto ad olio di Francois Xavier Fabre, ritrattista francese tra i più quotati dopo l'ineguagliabile Jacques Louis David, ritrattista di fiducia di Napoleone e autore anche della celebre Morte di Marat vista lo scorso anno.


Non ve lo aspettavate così, vero?
Anche perché, come avete avuto modo di leggere nelle informazioni autobiografiche, di donne ne ebbe davvero tante e, a vederlo così, non sembra affatto un Adone...
Questo vi dovrebbe però insegnare che la bellezza non è tutto per avere successo, quindi cercate di puntare su altre doti quali sensibilità ed intelligenza! ;-)
Ma non c'è solo questo ritratto a mostrarci com'era fisicamente Ugo Foscolo.
Egli, infatti, ha scritto un sonetto (ricordate vero? 14 versi endecasillabi, due quartine e due terzine...) in cui descrive dettagliatamente il suo aspetto fisico e il suo carattere.
Sfido chiunque a rintracciare una fonte più attendibile di questa!
Ecco il sonetto "Il proprio ritratto":

Tornando con la disposizione dei banchi ad isola, individuate il significato delle parole del sonetto, sottolineando quelle che vi sembrano più difficili da comprendere.

Aiutatevi con il dizionario e tentate in modo autonomo la comprensione del componimento.
A fine lavoro condivideremo le vostre spiegazioni e qualsiasi dubbio verrà chiarito in tale sede, così come discuteremo insieme sugli aspetti della personalità dell'autore che avete trovato più interessanti.



Come sempre, tenete a mente che nei lavori cooperativi di questo genere verrete osservati secondo i criteri di valutazione che conoscete e che abbiamo condiviso, oltre al fatto che dovrete mettere per scritto delle annotazioni "metacognitive" su come e perché avete svolto questo lavoro.  





Bene.
Adesso siamo giunti alla parte che metterà direttamente in contatto la vostra vita con l'opera appena letta e scritta diversi secoli or sono.
Come?
Facendo sì che anche voi facciate un po' quello che ha fatto Foscolo, ovvero scriviate una vostra composizione poetica, seguendo il sonetto come modello, e presentando le vostre caratteristiche fisiche e i vostri aspetti caratteriali degni di nota.
Ovviamente stavolta il lavoro va svolto individualmente, ma sia la prof che i vostri compagni possono darvi consigli e suggerimenti in caso ne abbiate bisogno, così come siete abituati a fare durante le sessioni di laboratorio.
A seguire, annotazioni metacognitive sull'attività svolta: cosa abbiamo fatto? Cosa hai compreso da questo lavoro? Cosa ti è risultato facile o difficile? Le tue risposte, come sai, dovranno essere motivate.

    autoritratto di Alessio


Faccia piena di "montagnette", occhi color cielo,
capelli biondi con sfumature castane, oneste guance,
lunghe basette, labbra sottili e denti scomposti,
testa alta, collo non molto proporzionato, petto imponente;


corporatura proporzionata alle mie lunghe gambe,
vestiti semplici e sportivi, veloci pensieri e discorsi,
sensibile, leale, altruista, generoso e simpatico, voce da basso.
Sono sempre buono verso gli altri, ma a volte finisco per fargli male.


Veloce e onesto nelle parole e nelle azioni,
ogni pomeriggio mi sento solo, ma anche felice,
preparato, sensibile, altruista, pensieroso e testardo;


ho sia difetti che pregi, credo.
Le mie azioni hanno scelto di seguire la gentilezza,
spero che le mie azioni gentili vengano ricompensate.

autoritratto di Luca

Un uomo alto
dagli azzurri occhi
dal penetrante sguardo
e dal biondo capello.

Magro e snello
che ama viaggiare
ridere e sognare
disponibile con gli altri e gli altri con me.

In questo momento in lotta con se stesso
pieno di euforia e voglia di fare
determinato e determinante.

Dal modo spavaldo
all'apparenza eccessivo
ma dentro l'animo il cuore è candido

autoritratto di Maria

Lunghi capelli con punte dorate,
candido volto, occhi color nocciola,
labbra rosee e grandi,
bianchi denti e sopracciglia lunghe e nere.

Passi pesanti e allo stesso tempo leggeri,
agitata, iperattiva e vivace nei lunghi pomeriggi invernali.
Giocherellona con gli altri
e gli altri scherzosi con me.

Impaurita dal mondo,
il mondo difficile e generoso,
do amore a chi amo, rinuncio a sfizi per donarli a mia sorella.

Riecheggio di sogni e speranze
perseverante nell'arrivare al mio obbiettivo:
condurre una vita libera e felice.

autoritratto di Nadia

Ho i capelli a caschetto castani
le labbra carnose e ben proporzionate
gli occhi grandi marroni con striature verdastre
e il naso alla francese

I miei vestiti sono semplici e sportivi
sono alta e abbastanza magra
sono tenace, introversa e intelligente
molto sensibile e diretta con gli altri

Non sono molto serena, sono pensierosa
ma sempre attenta a ciò che mi accade intorno.
Sono realista e poco sognatrice.

Sono forte e caparbia all'apparenza
ma nel profondo abbastanza fragile.
La mia forza? La mia famiglia


autoritratto di Riccardo S.


Capelli biondi, occhi verdi
lineamenti dolci, viso regolare
corporatura proporzionata
labbra sottili e naso piccolo

modo di vestire elegante
jeans e felpa sportiva
un carattere coraggioso
ma delicato nel cuore

molto simpatico, scherzoso
divertente
anche se alcune volte timido.

Un ragazzo buono
un po' disordinato
ma unico in tutto il mondo.





autoritratto di Ginevra

capelli lunghi e lisci, occhi marroni sfumati di verde
aspetto semplice, naso importante
labbra sottili e chiare,
corporatura magra e statura alta

vestir semplice ma elaborato,
pensierosa fino all'osso,
carattere lunatico e indeciso,
la rabbia non ci mette tanto ad arrivarmi:

o mi mordo la lingua o non la lego proprio.
Le domande e i dubbi dei giorni mi assalgono,
l'indecisione fa parte di me.

I pregi ci sono, i difetti abbondano.
Desidero  il cambiamento con furore
però anche con timore.




RIFLESSIONI  METACOGNITIVE...

annotazione metacognitiva di Ginevra 
annotazione metacognitiva di Sofia M.






Proseguiamo a parlare di Foscolo e di quanto certi autori del passato possano risultare moderni e vicini ai nostri modi di pensare, altroché figure noiose e astratte dentro i nostri libri di testo!
Il prossimo sonetto che leggeremo sarà un omaggio al momento della giornata in cui calano le tenebre e ci si appresta a ottenere riposo da tutte le fatiche del giorno: il suo titolo è Alla sera.
Leggetelo e fate una riflessione "a caldo", senza parafrasi, cercando di riflettere su quello che, secondo voi, vuole trasmettere il poeta e sulle sensazioni che ti ha provocato la lettura del sonetto






riflessione di Nadia 


Come avete già compreso da soli, il poeta dice di avere cara la sera perché è il momento in cui sente di raggiungere la pace, paragonandola addirittura alla tranquillità eterna della morte ("fatal quiete").
Foscolo non crede in un'aldilà felice, nel Paradiso per intenderci, perché parla di morte come "nulla eterno", perciò il suo gradire la sera a ricordo della morte non ha nulla di religioso: a lui piace pensare ai momenti di serenità, perfino di serenità estrema dopo la cessazione della vita, perché la sua esistenza la sente tormentata da tante preoccupazioni e pensare al momento in cui esse finiranno lo fa sentire bene.
Pensate come si doveva sentire quest'uomo!
Un idealista, un amante della patria  che si trova costretto a dover abbandonare per sempre a causa decisioni politiche ritenute profondamente ingiuste, un uomo che si vede costretto a lasciare i suoi affetti familiari spesso neanche per sua volontà (pensiamo alla condizione di orfano e ai fratelli morti suicidi), ad un eterno amante senza mai una figura fedele e rassicurante al suo fianco.
Il suo "spirto guerrier" dentro "rugge": notate le parole forti che usa!
Il suo animo è tormentato, sembra voglia fare guerra con il mondo e il mondo con lui, ricordate come si descriveva nel sonetto precedente?
Ma la natura lo fa stare meglio, vedete, sembra placare la sua sofferenza interiore. 
Il momento in cui scende la sera è piacevole, i venticelli freschi lo sono, ma anche l'aria più fredda e le ombre che si allungano gli provocano delle sensazioni gradevoli.
Non capita anche a noi di provare questi sentimenti?
I venticelli estivi della sera, ad esempio, sono piacevolissimi!
Ma anche se non siamo amanti della sera come Foscolo, ci sono dei momenti della giornata che ci piacciono particolarmente, oppure ci sono degli aspetti naturali o di qualsiasi altro genere che ci fanno stare bene e ci fanno accantonare le piccole/grandi preoccupazioni di ogni giorno.
Vi state già immaginando che cosa vi chiederò?
Io credo di sì...

Seguendo il modello della poesia "Alla sera" di Foscolo, provate a spiegare cos'è che viene sì caro a voi, cos'è che vi fa stare davvero bene.
Cercate di motivare la vostra scelta e spiegate come sentite che i vostri pensieri negativi piano piano si dissolvono mentre vi trovate immersi in ciò che vi dà conforto e sostegno.
Seguite questa impostazione: vi sarà di aiuto nella composizione del vostro elaborato.

Specificate subito la cosa che vi è gradita (Mi sei caro/a.....) ;
chiarite subito il motivo della vostra scelta (perché...)
andate sul particolare e spiegate come la cosa di cui state parlando vi fa placare i pensieri negativi e le preoccupazioni.

Lavorerete in modo individuale e potrete scegliere di comporre il vostro testo in poesia oppure, se preferite, in maniera più discorsiva utilizzando la prosa.
Vi raccomando infine di far precedere la stesura dell'elaborato da una prescrittura in cui chiarirete le sensazioni che vi ha trasmesso il sonetto di Foscolo, in cui dichiarerete se vi sentite vicini o lontani dalla idea di sera che ha il poeta, quindi concludere le vostre riflessioni anticipando l'argomento di cui intenderete parlare nel testo che vi accingete a produrre. Altresì, a fine lavoro, scrivete se avete trovato l'attività utile o meno, se lavorare prendendo un sonetto di Foscolo a modello vi ha fatto riflettere su voi stessi e vi ha fatto comprendere meglio i sentimenti che provava l'autore stesso.







Al calcio (Giulio)
Mi sei molto caro, o calcio, perché quando sono in campo e gioco mi diverto in ogni momento, anche quando sbaglio un goal.
Quando sono in campo mi posso sfogare e scaccio la noia di torno.
Tu calcio sei il mio passatempo preferito, sei lo sport che amano tutti.
Mi piace quando sento che tutti fanno il tifo per me e soprattutto quando faccio goal.
Posso fare amicizia con i miei compagni di squadra, sia se sono più piccoli sia se sono più grandi di me.
Grazie davvero calcio. Ti devo tutto.


Al mare (Elena)
Mi sei molto caro, o mare, perché mi fai rilassare e divertire.
Mi fai stare meglio e riesco a sentire il tuo rumore anche quando non ti vedo.
Mi sento sempre a casa quando ci sei tu, sono nata in un posto di mare e forse per questo è normale che ti adori perché mi hai accompagnata fin dalla nascita.
Sei il mio luogo.
Sei sempre nel mio cuore.
Di te non ne avrò mai abbastanza.
Sei tutto ciò che ho e che vorrei avere per sempre.
E' grazie a te se ho stretto magnifiche amicizie e ho passato giornate indimenticabili.
Sono sempre stata ad ascoltarti e tu ad ascoltare me.
Hai asciugato le mie lacrime quando c'era bisogno.
Nel bene e nel male rimarrò sempre legata a te


Al sonno (Ginevra)
Mi sei caro, o sonno, perché anche quando la rabbia si impadronisce di me riesci sempre a domarla.
Quando, dopo uno scoppio di ira, mi stendo sul letto e mi rannicchio con gli occhi bagnati, io ti cerco e tu non tardi ad arrivare e la mia rabbia finalmente si quieta.
Al risveglio sento ancora la striscia lasciata dalle lacrime ormai asciutte sul mio viso e gli occhi ancora arrossati mi fanno sentire come se la tempesta fosse appena passata






Un'ultima attività, stavolta da svolgere a piccolo gruppo.
Siccome il sonetto "Alla sera" è inserto nel libro di testo, provate a scriverne la parafrasi sul quaderno consultandovi in caso di incertezza (e facendo anche ricorso alla prof ma solo in caso di estremo bisogno...) e leggendo con attenzione le note che vi faciliteranno il lavoro.
Infine leggete una "Fantaintervista" al poeta, scritta da un alunno di terza media di un  istituto comprensivo delle Marche, in cui si parla proprio dei motivi e delle immagini descritte nel sonetto in modo un po' diverso rispetto a come queste tematiche le hai viste presentate nel manuale di studio.
Qui il link:
A conclusione di entrambe le attività, al solito, condividiamo il lavoro svolto e focalizziamo le difficoltà e i punti di forza che abbiamo riscontrato.






Leggiamo infine questa poesia di Vincenzo Cardarelli, intitolata Gabbiani, in cui il poeta parla di un suo contrasto interiore, quello tra desidero di quiete e vita travagliata. Non ricorda ciò che dice Foscolo stesso? Non ricorda ciò che a volte proviamo anche noi? Discutiamone.


Ma non è tutto. Vi ho detto in realtà una piccola bugia: non si tratta dell'ultima attività che faremo su Ugo Foscolo perché dovremmo leggere ancora un ultimissimo sonetto, ma quella lettura ci servirà per introdurci in un nuovo argomento e per fare la conoscenza di un altro grande autore che è vissuto nella stessa epoca (ricordate la linea del tempo inziale, vero?): Giacomo Leopardi.
Ma ogni cosa a suo tempo...