Diario di una rondine: l’albo di primavera tra scienza e migrazione
Perfetto per il
clima primaverile di questi giorni, l’albo illustrato Diario di una
rondine dell’ornitologo russo Pavel
Kvartlnov si presta a letture ed approfondimenti mirati e stimolanti.
Uscito nelle
librerie il 21 marzo e presentato al Bologna Children’s Book Fair, l’albo
rappresenta un’ottima occasione per coniugare scienza e narrazione.
Diario di
una rondine contiene diversi aspetti interessanti su cui far riflettere i
lettori e per una classe seconda di scuola secondaria di primo grado ho
progettato un percorso partendo dai seguenti obiettivi:
- ricavare informazioni
esplicite e implicite da testi espositivi;
- comprendere
testi narrativi-descrittivi individuando collocazione nello spazio e punti di
vista;
- leggere testi
letterari individuando tema e intenzioni comunicative dell’autore,
caratterizzazione dei personaggi, ambientazione spazio-temporale e genere di
appartenenza;
- formulare in
collaborazione con i compagni ipotesi interpretative fondate sul testo.
La lettura di
un albo illustrato permette di lavorare su obiettivi e traguardi
disciplinari molto importanti:
- rappresenta
un’ottima occasione di socializzazione e discussione su determinate tematiche;
- può
configurarsi, nel contempo, come momento di ricerca autonoma e individuale;
- stimola la riflessione
critica e la negoziazione di significati;
- migliora la
capacità di concentrazione.
Non da ultimo, si
tratta di testi altamente inclusivi in quanto riescono ad avvicinare tutti alla
lettura, compresi coloro che fanno una certa fatica a leggere.
L’aspetto
iconografico e quello testale risultano perfettamente integrati, così da rendere
la lettura piacevole e ben comprensibile.
Anche le
informazioni divulgative di carattere scientifico appaiono ben amalgamate allo
stile narrativo e contribuiscono ad accompagnare il lettore verso l’affascinante
universo delle rondini e delle loro misteriose migrazioni.
Il linguaggio piano
ma rigoroso permette di comprendere con facilità le tappe dell’evoluzione delle
prime settimane di vita delle rondini, le funzionalità del loro piumaggio e le
caratteristiche sorprendenti che permettono a questi animali di riconoscere istintivamente
luoghi visti anche una volta soltanto.
Le tappe di
viaggio della piccola protagonista possono essere lette, osservate e seguite utilizzando
Google Maps e proiettando sulla lim immagini satellitari dei luoghi citati.
I ragazzi possono
essere invitati ad eseguire raffronti tra informazioni iconografiche e testuali
presenti nell’albo e foto riferite alle medesime localizzazioni reperite
su web.
Risulterà
interessante confrontare immagini e riferimenti testuali con foto autentiche di
praterie irlandesi, paesaggi desertici, savana africana e acque del Mare del
Nord in tempesta.
Allo stesso
modo, sarà affascinante osservare spazi e immedesimarsi in situazioni vissute dal
punto di vista della protagonista, come se anche noi lettori osservassimo il
mondo dall’alto, pur dovendo rimanere vigili a causa dei pericoli continuamente
incombenti, quali predatori del cielo o sensazioni di freddo intenso.
Nel corso della
lettura fondamentale è soffermarsi sulle interazioni provenienti da chi ascolta,
sulle possibili interpretazioni e suggestioni, sulle emozioni suscitate da parole
e immagini, sull’impatto del lessico specifico e dello stile narrativo dell’autore.
Dopo la lettura,
o nel corso della stessa, numerosi sono gli spunti su cui far riflettere e
discutere:
- il tema della
migrazione (animale) e dell’emigrazione (umana);
- lo spirito
solidale e collaborativo delle rondini come modello di comportamento sociale;
- il focus sul
viaggio, reale o metaforico, in ottica individuale e collettiva;
- l’idea di
libertà e di superamento di confini, umani e ideali;
- l’incoraggiamento
a perseguire le proprie mete nonostante ostacoli e difficoltà;
- la capacità
di osservare le meraviglie della natura;
- l’attenzione
ai punti di vista diversi dal nostro.
Per sollecitare
visione multiprospettica e pensiero complesso, possono essere proposte connessioni
riguardanti ambiti diversificati, così da incoraggiare ottiche
interdisciplinari e stimolare l’abitudine a compiere inferenze:
- le pagine di
divulgazione si prestano ad una prosecuzione del percorso in ambito biologico-scientifico;
- la migrazione
delle rondini può esser posta in relazione con fenomeni migratori presenti in
altri testi di genere e struttura similare, come l’albo illustrato Il
viaggio di Francesca Sanna o il silent book Migrando di Maria Chiesa
Mateos;
- echi e collegamenti
possono essere riscontrati in poesie incentrate su rondini e loro spostamenti,
come quelle di Govoni o di Farfa, o sull’idea metaforica del volo come Le
ali della poetessa ucraina Lina Kostenko;
- altre inferenze
possono essere ricercate su testi di canzoni come Gli uccelli di Battiato o Le
rondini di Dalla;
- ulteriori suggestioni
possono essere ricavate dal mondo dell’arte, come le raffigurazioni delle rondini
prodotte da Picasso, Mirò, Dalì o provenienti dall’iconografia dell’Estremo
Oriente.
A fine percorso,
proporre una breve attività scritta a carattere metacognitivo servirà a noi docenti
come feedback e ai ragazzi come strumento di autoconsapevolezza.
I quesiti da
porre dovranno essere semplici ma centrati:
- Cosa ho imparato
dalla lettura dell’albo illustrato Diario di una rondine?
- Quale messaggio, secondo me, ha voluto
proporre l’autore?
- Quali domande e quali connessioni con me
stesso e il mondo mi vengono in mente?
- Cosa mi è piaciuto, cosa no e cosa mi ha
colpito durante la lettura?
Se vogliono, i ragazzi possono concludere l’attività con una riflessione
personale, come quella scritta da Viola: “Fin da piccola mi hanno tanto incuriosito le rondini, soprattutto quando
nel cielo tutte ammassate creano forme strane. Adoravo osservarle e le osservo
anche adesso, quindi sapere cosa fanno durante i loro viaggi mi ha incuriosito ancora
di più. Cercherò di osservarle e studiarle meglio”
Riflessioni dei ragazzi prima – durante – dopo la lettura
Cosa ti fa venire in mente il
titolo?
Cosa ti fanno venire in mente
le immagini?
Come ti sembrano i disegni e i
colori?
Come appare la prospettiva? Secondo
te, quale potrebbe essere il motivo?
La copertina mostra degli
uccelli con le ali aperte che stanno volando e dietro ci sono alberi, dei
puntolini e un animale.
Il disegno è semplice ma preciso,
i colori pastello sono adatti ad un ambientazione naturale
La prospettiva mette in primo
piano gli uccelli. Sicuramente sono protagonisti, ci sarà il loro punto di
vista.
Dal titolo si capisce che la
protagonista è una rondine che racconta i fatti come se scrivesse un diario.
Sotto il titolo si legge
Viaggio intorno al mondo, allora nel diario la rondine parlerà di un viaggio
lungo, probabilmente quando migra per spostarsi nei posti più caldi.
Risguardo:
Cosa indicano testo e disegno?
Si vede un planisfero con
delle frecce e uccelli con nomi diversi, vuol dire che ci sono vari tipi di
rondini nei continenti e che seguono percorsi di migrazione diversi.
La scritta Trova la tua rondine
indica che ogni continente ha la sua e quella europea si chiama rustica.
Quando arrivano inizia la primavera
o l’autunno, a seconda della parte del pianeta in cui viviamo, perché le
stagioni negli emisferi sono alternate.
DURANTE
LA LETTURA: TESTO E IMMAGINI
Di cosa si parla in queste
pagine? Quali figure compaiono? Quali caratteristiche hanno?
Il narratore è esterno o interno?
Da cosa lo capisci?
Come ti sembra il linguaggio?
Quali parole ti colpiscono?
Cosa rappresentano le
illustrazioni? Che sensazioni ti suscitano?
Cosa noti dal confronto illustrazioni/foto?
All’inizio sono in primo piano
le rondini, protagoniste. Sono i genitori della rondine che parla.
Le rondini è vero che sono fortunate
perché possono volare e guardare tutto dall’alto, cose che piacerebbe fare
anche all’uomo, ma lui per volare deve pagare, loro no.
Si vede che si parla dell’Irlanda
perché c’è tanto verde, una fattoria e pecore al pascolo.
Il disegno ricorda molto una
foto dell’Irlanda vera, specialmente nei colori e nei soggetti rappresentati.
Bella la parola “smeraldo” per
indicare l’erba, perché lo smeraldo ha un bel colore verde brillante
Nel primo disegno si vede un
nido con i piccoli con gli occhi grandi, i peletti nella pelle e i becchi
aperti e nella pagina accanto si spiegano le tappe di evoluzione della rondine.
Interessante è che dopo tre
settimane la rondine sembra già adulta.
Mi è capitato di vedere degli
uccellini caduti dal nido e sono proprio così: spelacchiati e con gli occhi
grandi.
Ho provato a far sopravvivere
un uccellino ma è morto lo stesso quando provavo a dare da mangiare.
Noi invece abbiamo imparato a
farli sopravvivere con un po’ d’acqua e cose liquide.
Il 15 giugno le rondini volano
tutte insieme e sono felici. Si fermano sui fili ed è vero che capita di
vederle ferme sui fili se in estate le osserviamo. Poi quando volano tutte
insieme sono spettacolari.
Le immagini intorno alla Luna
danno un senso di mistero, di libertà ed è bello che stiano tutte insieme,
imparano a stare con gli altri.
Bene che le rondini mangino i
moscerini, così trovano sempre da mangiare, anche quando devono migrare (perché
lo fanno quando arrivano l’inverno e il freddo).
Non sapevo che gli uomini inizialmente
pensavano che le rondini si nascondessero sulla terra o sott’acqua o
addirittura sulla Luna. Quando
spariscono oggi sappiamo che vanno a cercare il caldo, ma è affascinante
vederle volare tutte insieme e sarebbe bello seguirle.
Mi piace il disegno con il
gatto che le guarda, perché anch’io ho un gatto che guarda sempre gli uccellini
e qualche volta riesce a prenderli, portandomeli morti davanti alla porta, come
se volesse farmi un regalo. Ma mi rendono solo triste e non li vorrei vedere.
Che meraviglia pensare di
spostarsi senza bisogno di mappe o navigatori come facciamo noi!
Anche le rondini hanno voglia
di conoscere altri animali e un pochino ricordano gli uomini che si preparano a
partire.
Osservando una cartina geografica e delle immagini
dal web (mannaggia alle difficoltà di caricamento di Google Maps, ma va bene lo
stesso), si segue alla lim il percorso della migrazione della rondine:
La prima tappa è il Canale
della Manica e si riconoscono Big Ban, inglesi a piedi con l’impermeabile e l’ombrello,
pullman a due piani; poi francesi in bicicletta (possono andarci meglio perché in
Francia piove meno) e Torre Eiffel.
Sembra di essere in volo con
le rondini.
Quando c’è l’umidità le
rondini possono mangiare di più perché ci sono più moscerini.
Interessante quando dice che le
loro ali affilate servono per volare più velocemente e la coda lunga per virare.
Nel disegno si capisce bene
che hanno il becco largo per catturare più moscerini possibile, infatti c’è un
grande primo piano della rondine, spighe grandi e anche il moscerino appare più
grande, così si capisce meglio il concetto.
C’è anche la parola onomatopeica
“Gnam!” che dà l’idea della rondine che mangia in un colpo solo un sacco di
moscerini.
Nell’immagine ci sono tanti
tipi di uccelli e tutti insieme vanno verso il caldo: una bella immagine,
sembra di andare verso l’estate anche a noi.
Il disegno somiglia molto alle
foto dei Pirenei che vediamo su internet: stesso sfondo azzurro delle montagne
e dei laghi e stesso verde dei prati.
Dopo due giorni la rondine
arriva in Spagna: alla lim c’è il Palazzo di cristallo di Madrid e il disegno è
molto somigliante.
Non avevo pensato che i vetri
potrebbero essere pericolosi per gli uccelli.
Magari gli aerei si nutrissero
di insetti!
Ricordo gli studi di Leonardo
da Vinci sul volo e qualche volta volare senza motore all’uomo riesce, ad
esempio col paracadute, deltaplano… ma le rotte sono brevi, è emozione, non
spostamento.
Ormai siamo in viaggio con lei
e non vogliamo che si fermi o peggio che muoia!
Anche la città di Marrakech
vista in foto è riconoscibile nel disegno, è strana a vedersi, è vero che è
diversa dalle città europee, dal colore si capisce che c’è molto caldo.
Ci sono tante zanzare e anche
da noi nelle giornate calde ci sono le zanzare. La rondine è contenta, ma noi
no. Spero di avere tante rondini intorno a casa che mangino le zanzare, così
non mi danno più fastidio.
Mi piace la frase Mi sento
piena: dà l’idea di quanto la rondine abbia mangiato (come succede a noi quando
ci abbuffiamo in qualche pranzo o cena, magari insieme ai parenti).
Questa descrizione riguarda i
cinque sensi: vista per il paesaggio, tatto per il caldo e gusto per i
moscerini mangiati dalla rondine.
Il 25 la rondine arriva nel deserto
del Sahara. Mi incuriosisce che lo chiami mare di sabbia, ma ha ragione perché le
dune sembrano onde ed è grande come il mare.
Che meraviglia vedere tutto
dall’alto come fanno le rondini.
Come fa a riposare? Se si
ferma per terra la sabbia scotta e può arrivare un predatore a ucciderla. Deve stare
attenta.
In un paesaggio tutto uguale
trovare la strada deve essere difficilissimo, ma la rondine ce la fa seguendo
il sole e le stelle.
È
straordinario che le rondini ricordino per sempre le città e i fiumi che vedono
solo una volta e che ci vedano nella nebbia.
Mi piace la frase che ha una
bussola in testa, dà l’idea del senso di orientamento perfetto che ha.
Nel disegno non avevo tanto
capito che stava sorvolando il deserto.
Mi piace di più il disegno con
le rondini insieme nel canneto che si difendono dai predatori e anche dal
freddo perché nel deserto c’è una grande escursione termica.
La rondine si addormenta
perché non è vero che non si stanca, è normale che si stanchi e deve riposare.
Ma insieme agli altri si sta più protetti. La solidarietà e la collaborazione
sono importanti per tutti, uomini e animali.
La rondine dall’alto non vede,
così deve tuffarsi negli alberi (mi piace questo verbo perché dà l’idea della
velocità, della curiosità, dell’emozione per la novità…).
Nel disegno la prospettiva è
diversa, le piante sembrano in alto e la rondine sotto. Questa per gli uccelli
è una prospettiva strana, vuol dire che anche lei deve avere un punto di vista
diverso, come noi lettori quando la seguiamo.
La rondine in questo luogo ha
paura, ce l’avrei anch’io.
Il 5 ottobre è nella savana e l’erba e gli alberi più radi le ricordano la terra dove è nata. Anche le rondini hanno ricordi sentimentali e forse tornano nello stesso posto perché ci si affezionano.
Gli animali nella savana sono
diversi e infatti dai documentari che vediamo in tv è vero che ci sono tante
specie particolari. Però la rondine deve andare avanti, non fermarsi qui.
Anche qui il disegno ha una
prospettiva dal basso, un punto di vista diverso.
Dal 15 ottobre al 15 marzo la
rondine raggiunge il punto più basso dell’Africa e si rilassa dal viaggio.
Ci ha messo due mesi circa per
arrivare qui e ci rimarrà cinque mesi, così avrà il tempo di riprendere le
forze. La migrazione l’ha stancata sì, ha viaggiato per tantissimi chilometri! Finalmente
può riposare.
Perché non rimane per sempre
in un posto caldo, così non ha bisogno di migrare e stancarsi così tanto?
Gli uccelli del disegno sono
tanti e il faro a picco sul mare nella scogliera che vediamo alla lim è molto
somigliante alla illustrazione.
Non sapevo che le piume delle
rondini cadono tutte dopo la migrazione!
Lei ha paura, anch’io ce l’avrei,
però le piume fortunatamente le ricrescono (anche quella strappata dal falco).
Non sapevo che esistessero
tutti questi tipi di penne diverse e che ognuna servisse per qualcosa di
preciso. La natura è proprio stupefacente! E non ci facciamo caso quasi mai.
Lo spiega: perché in Africa ci
sono troppi uccelli e il cibo non basta per tutti. Ed è vero, ha ragione. Meglio
tornare in Europa.
In Europa però è ancora freddo
e allora il viaggio di ritorno diventa pericoloso un’altra volta.
Ci sono ancora difficoltà da
superare, anche se siamo quasi alla fine del libro.
Anche il colore di queste
pagine è cambiato: non più i colori chiari delle zone soleggiate e calde, ma
scuri delle zone fredde. Il nero del mare e il blu e grigio scuro del cielo danno
un senso di paura.
Mi inquietano queste illustrazioni
e si vede che vogliono far capire che la rondine ha paura. Ce l’avrei anch’io.
Sembra il disegno della partenza
in Irlanda: ci sono le stesse rondini in primo piano (tornato il punto di vista
di prima), c’è la stessa erba, animali al pascolo, una fattoria… però c’è un
mulino a vento, quindi potrebbe essere in Olanda (e infatti è arrivata in
Olanda).
Alla rondine piace questo
posto e ha deciso che si fermerà qui (anche se i puntolini fanno pensare che
non è ancora arrivata a destinazione). Oppure che c’è arrivata, ma tanto si
fermerà solo per qualche mese e poi ricomincerà a spostarsi verso il caldo.
Mi piacciono le domande che si
fa la rondine (Chi c’è dietro di me? Stai cantando e danzando per me?) e si capisce
che è contenta.
Questa rondine insegna che non
bisogna abbattersi di fronte agli ostacoli e andare sempre avanti, fino a che
non si arriva a destinazione
Sembra che la rondine voglia
far rileggere il suo diario.
ALCUNE
ANNOTAZIONI IMMEDIATE DOPO LA LETTURA
Del racconto delle rondini mi è piaciuta la storia di quando nascono che non sanno volare, a quando crescono che diventano esperte, percorrono tutto il deserto del Sahara e tanti altri posti con le loro capacità (Lorenzo)
Il libro mi è piaciuto perché non racconta solo il viaggio di una rondine ma racconta anche il loro ciclo di vita e le loro abitudini, con precisione scientifica (Daria)
La cosa che mi è piaciuta è che le rondini hanno tipo un’app nella testa. L’autore descrive perfettamente gli uccelli, si vede che è un esperto e poi il libro è per bambini quindi si legge benissimo (Semmi)
Non sapevo niente delle rondini e questa storia mi ha fatto capire la vita di questi uccelli e i pericoli che devono affrontare (Andrea)
Queste rondini mi hanno fatto molta tenerezza, quando un falco le strappa una piuma, mi sono spaventata (Sara)
Per me questo libro è bello perché ho sempre voluto sapere perché emigrano le rondini (Tommaso)
A me fin da piccola hanno sempre incuriosito le rondini, soprattutto quando nel cielo tutte ammassate formano forme molto strane e adoravo osservarle, quindi ora sapere anche la loro storia e il loro viaggio mi incuriosisce ancora di più (Viola)
A me piace molto il lor stile di vita, perché è molto belle che le rondini vadano nei posti caldi quando fa freddo, e poi anche per una questione di sentimenti tornano nel luogo in cui sono nate (Samuele S.)
La cosa che mi è piaciuta di più sono le rondini che sanno orientarsi senza bussola e niente. Io senza nulla nel cielo non saprei da dove partire (Samuele P.)
Secondo me è un libro molto
importante perché spiega la migrazione delle rondini e ciò che devono passare per
arrivare in un posto più caldo. E’ molto interessante anche perché in parti
specifiche del libro l’autore spiega come sono formati gli uccelli e come
riconoscerli (Samuele F.)
La cosa che mi ha più colpito è stato il fatto che le rondini hanno una buonissima memoria fotografica che permette loro di ricordarsi di tutti i posti che hanno visitato e qual è il percorso migliore da fare (Giulia)
Questo libro è molto interessante, parla delle rondini, di quando viene il freddo e vanno nei posti caldi, tipo il mare e il deserto e mi ha compito come possano stare senza riposarsi e senza bere perché l’acqua del mare è salata e non è molto buona (Mattia)
ATTIVITA’
METACOGNITIVA FINALE
I ragazzi hanno espresso in
larga maggioranza un alto gradimento del laboratorio (solo uno ha detto di
essersi annoiato).
Dell’albo hanno apprezzato la
storia e il linguaggio ben comprensibile.
Anche le immagini sono
piaciute (solo due alunni hanno detto che avrebbero preferito disegni un pochino
più realistici). I colori sono piaciuti a tutti.
Tutti hanno detto di aver
imparato tante informazioni sulle rondini che non conoscevano.
Qui l’articolo sull’albo
Diario di una rondine pubblicato sulla rivista Occhiovolante
articolo sull'albo pubblicato da Occhiovolante
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