lunedì 28 dicembre 2020

Leggere ad alta voce: Anselmo e Greta (parte 1)

 


Leggere ad alta voce in classe è un'ottima cosa e questo non lo dico certo io, bensì è un dato di fatto confermato da evidenze scientifiche che autori ben più competenti di me hanno avuto modo di sperimentare. Uno tra tutti il Prof. Federico Batini, che annovera tra i benefici della lettura ad alta voce il miglioramento di numerose abilità cognitive e relazionali e lo sviluppo del pensiero critico tra i bambini/ragazzi che la praticano costantemente. Beh, si tratta di traguardi fondamentali per i nostri studenti, no?
In questo post procedo in modo diverso rispetto a come faccio di solito all'interno del blog, ossia non presento, sotto forma di narrazione, una attività che ho già svolto coi ragazzi in aula, bensì ne anticipo una che dovrò sperimentare nei mesi a venire. Questo per varie motivazioni, non ultima la pausa natalizia in tempo di pandemia da passare, nolente o volente, tra le mura domestiche che mi ha permesso di giocare d'anticipo su alcune attività di progettazione, anche se il motivo prioritario resta il medesimo che, a suo tempo, mi ha spinto ad aprire il blog, ossia fare in modo che la narrazione di ciò che effettivamente si svolge (o in questo caso si svolgerà) nelle mie classi possa essere considerato una sorta di feedback per i docenti che lavorano con le stesse modalità e, perché no, possa fungere da stimolo a quei docenti che abbiano curiosità o desiderio di iniziare a sperimentarle. Il feedback, ovviamente, vale in primis per me stessa, perché scrivere su pagina (web) permette di organizzare fattivamente i pensieri anche a noi prof (e non solo ai ragazzi) e a me in particolare, che da sempre odio l'improvvisazione, fa bene a prescindere.
Prima di iniziare, avverto che di lettura ad alta voce si occupano in tanti e, per chi volesse approfondire l'argomento, i riferimenti più accreditati sono, oltre al già citato Prof. Batini, la sitografia relativa al  Reading Workshop e il libro  Il lettore infinito di Aidan Chambers.
Bene! A questo punto, addentriamoci pure sul percorso improntato sul libro ANSELMO E GRETA di Francesco Formaggi. Ovviamente in corso d'opera vi potranno essere, anzi ci saranno sicuramente, degli aggiustamenti e delle rimodulazioni, dovuti a molteplici dinamiche che tutti noi docenti conosciamo bene e su cui adesso non mi soffermo di certo, però, a grandi linee, questa sarà la struttura di fondo su cui verrà improntato tutto il lavoro da proporre direttamente in aula.

foto d'archivio del laboratorio pon di italiano (a.s. 2018/19) 
in cui scrittura, ma anche lettura ad alta voce, hanno fatto 
la parte del leone. Se volete dare un'occhiata, navigate qui


Domanda preliminare: perché la scelta del libro Anselmo e Greta di Francesco Formaggi?
Personalmente per la lettura ad alta voce preferisco puntare su libri non voluminosi e contenenti tematiche vicine al mondo dei ragazzi, o almeno che ritengo possano avere una ricaduta interessante sulla classe e, perché no, sull'impostazione generale della programmazione di ambito letterario e Anselmo e Greta, per una classe prima di scuola secondaria di primo grado - classe che avrò il prossimo anno e che ad oggi mi è impossibile conoscere nel dettaglio -, mi è sembrato perfetto visto il suo piccolo formato (81 pagine) e la sua natura di libro illustrato, quindi contenente al suo interno, accanto alle pagine di testo, alcune illustrazioni che, vista la grandezza delle immagini, potranno essere ben mostrate in aula anche in caso di mantenuto distanziamento. La trama, incentrata sull'attualizzazione della fiaba classica di Hansel e Gretel dei fratelli Grimm, mi è risultata congeniale perché può permettere interessanti raffronti con il testo originale, simbologia compresa, a cui la storia si ispira, ma anche perché lo stile di scrittura dell'autore permette di improntare lezioni e riflessioni non solo sul contenuto della trama propriamente detta, ma anche su descrizione e caratterizzazione di luoghi o personaggi, su determinate scelte lessicali e su interessanti connessioni, vicine e lontane, simboliche e realistiche, che dal testo emergono numerose, come spero vi sarà chiaro a lettura ultimata del post. 
Interessante è anche questa intervista allo scrittore Francesco Formaggi (presente a partire dal minuto 27:00), realizzata dalla Libreria "La Casa sull'albero" di Arezzo, in cui l'autore chiarisce le motivazioni che lo hanno indotto a scrivere il libro, modernizzando il testo tradizionale ma ponendo particolare attenzione a mantenerne intatta la simbologia, e il suo "dialogo (silenzioso) a distanza" con l'illustratore Marino Neri, con il quale ha lavorato separatamente e in totale autonomia.



Ma entriamo nel vivo della strutturazione delle vere e proprie lezioni e cominciamo proprio dall'inizio, ovvero dal momento in cui verrà fatta osservare la copertina del libro, così da cominciare a formulare le prime ipotesi e a toccare con mano, formalmente parlando, com'è fatto un vero e proprio libro.
Potranno essere utilizzati alcuni organizzatori grafici, facilmente reperibili su web, per far visualizzare meglio ai ragazzi le parti di cui è composto un libro, sul genere di quelli indicati in foto, e farle così ben  memorizzare.



Quindi sarà la volta di far osservare con attenzione la copertina di Anselmo e Greta e di facilitare le deduzioni che potranno effettuare i ragazzi fornendo loro alcune sollecitazioni su cui riflettere:
- Cosa indica, secondo voi, questo titolo? Di cosa parlerà la storia?
- Quale figure compaiono in copertina? Quali altri elementi vi sono e cosa potrebbero indicare?
- Cosa ne pensate dei colori utilizzati? Quali sono? Ci sarà un motivo se sono stati scelti proprio quelli?


Tralasciando le informazioni sulla trama collocate sul risvolto di copertina - così da non svelare troppo e subito la storia -, sarà fatto notare che nel lato posteriore si trovano due nomi, uno dello scrittore (Francesco Formaggi) e uno dell'illustratore (Marino Neri), così da anticipare che il libro conterrà delle immagini di supporto alla narrazione. Potranno essere fatte visionare, in via preliminare, alcune di esse e, magari, potranno anche essere raccolte le prime impressioni.
Infine si faranno notare le illustrazioni contenute nel risguardo: dei bambini su sfondo giallo che sembrano nascondersi e dei tappi di bottiglia collocati in fila indiana.
Di nuovo si potrà chiedere quale potrebbe essere il loro significato, sia in riferimento ai disegni che ai colori utilizzati, così da guidare i ragazzi verso un primo collegamento con quanto precedentemente osservato nell'immagine di copertina.


Si consiglia di lasciare traccia su cartaceo di questa attività preliminare di brainstorming, così da poter rivedere in corso di lettura la veridicità o meno di certe ipotesi formulate.

Capitolo 1

Ci soffermeremo sul titolo del primo capitolo, sulla prima immagine che compare e sull'incipit del libro.
Dopo aver insistito sul primo capitolo, comunque, per non frammentare troppo la lettura e scongiurare l'effetto leggo/eseguo il compito, verranno letti, di seguito, alcuni capitoli e mostrate le immagini a corredo del testo, così da riscontrare nei disegni la raffigurazione delle scene ascoltate e fare negoziazioni tra testo scritto e supporto iconografico, reso, in questo caso, anche più interessante visto che, come detto da Formaggi nell'intervista, scrittore e illustratore hanno lavorato in totale autonomia.

Il primo capitolo si intitola Noi o loro: la scelta e l'illustrazione è la seguente:


Queste alcune sollecitazioni che verranno poste:
- Di cosa parlerà il primo capitolo?
- Di quale scelta si tratta, secondo voi?
- Chi potrebbe essere l'uomo ritratto nel disegno?
- Quali particolari del disegno notate? Che cosa si può dedurre da essi?
- Ti piace la scelta del bianco-nero? Quale sarà il motivo?

Questo l'incipit (i ragazzi lo copieranno sul quaderno per apporvi, assieme, alcune annotazioni):

"Tum, tum, batte il bastone, tum tum, batte sul pavimento, tum, tum, lo stringe una mano vizza, le dita grosse e nere, tum, tum, batte il bastone, colpi sordi sul pavimento"

Le annotazioni prenderanno spunto da queste domande:
- Che effetto ti fa un incipit del genere? Perché lo ha scelto, secondo te, l'autore?
- Cosa indicano le primissime parole? Perché le ha scelte, secondo te, l'autore?
- Dove sono le ripetizioni e che significato assumono?
- Quali parole ti colpiscono o perché ne ignori il significato o perché ti suscitano suggestioni particolari?

esempio di annotazione (da rimodulare in base alle riflessioni che scaturiranno direttamente dai ragazzi)

Seguirà lettura del capitolo senza interruzione, dopodiché si rifletterà sui seguenti aspetti, tenendo a mente come input domande di questo genere:

TEMPO
- Si comprende il tempo della narrazione?
- Da quale dettaglio lo si capisce?

AMBIENTE
- Si tratta di un ambiente povero o ricco? 
- Da quali dettagli lo si capisce?
- Cerca degli aggettivi per definire l'ambiente descritto.
- In una tabella inseriamo le informazioni dedotte e, in corrispondenza, su quali parti del testo esse vengono riscontrate.

PERSONAGGI
- Quali personaggi compaiono? 
- Come vengono descritti fisicamente? 
- Come appaiono a livello caratteriale?
- Quali sono i loro ruoli, i rapporti tra di loro, le pressioni/limitazioni che subiscono o infliggono?
- Anche in questo caso ricerca aggettivazioni (o espressioni) appropriate.
- In una tabella inseriamo le informazioni dedotte e, in corrispondenza, su quali parti del testo esse vengono riscontrate.

LESSICO e STILE di scrittura
- Poni attenzione alle parole di uso meno comune (es. lembo, bitorzoluto, arcigno...). Ne vedremo insieme il significato e proveremo ad utilizzarle in contesto corretto.
- Poni attenzione alle similitudini. Cosa indicano? Che effetto sortiscono?
- Poni attenzione ai dialoghi. Cosa dimostrano?
- Come ti sembra, in generale, il linguaggio?

Anche in questo caso si consiglia di far annotare tutte le riflessioni che scaturiscono, magari anche facendo ricorso a tabelle o organizzatori grafici (questo, ad esempio, potrebbe essere utilizzato per le annotazioni sui personaggi) o a disegni direttamente eseguiti dai ragazzi, anche in maniera stilizzata.


Nel primo capitolo si parla della decisione presa dal padre dei due bambini di sei e cinque anni, Anselmo e Greta appunto, di abbandonare i figli lontani da casa, visto il grave stato di indigenza in cui la famiglia vive. Viene dato rilievo al carattere violento e aggressivo dell'uomo che priva i figli di qualsiasi libertà e impedisce loro, non solo di allontanarsi da casa, ma anche di tenere tra le mani un libro (Anselmo ne aveva trovato uno quando accompagnava l'uomo in discarica). Il padre comunica la decisione di notte alla moglie, che soffre in silenzio per paura di ritorsioni, ma i bambini riescono a carpire la conversazione e, mentre Greta piange, Anselmo promette alla sorella che troverà il modo di non permettere che il loro abbandono venga messo in atto.
Dopo la lettura verranno mostrate le illustrazioni e verrà svolto un raffronto con quanto si evince dal testo per provare a discutere, ad esempio, sul percepito livello di corrispondenza tra testo scritto e disegno a lato.


Sulle illustrazioni si potranno fornire meno domande stimolo e si potrà invece discutere su confronti, connessioni, ricerca di particolari, più o meno evidenti. che i ragazzi stessi sapranno mettere a fuoco, specie quelli che servono per la caratterizzazione di ambienti e personaggi.
Se lo desiderano, i ragazzi potranno anche eseguire delle loro visualizzazioni, con attività di storyboard o con raffigurazioni grafico-pittoriche (anche in modalità stilizzata), corredate da breve testo, delle scene appena lette, così da avere una sintesi delle informazioni contenute nel primo capitolo.


Seguiranno annotazioni e condivisioni su impressioni, opinioni e qualsiasi genere di commento riferiti a quanto letto nel primo capitolo.
Ultima precisazione, prima di procedere con la lettura dei successivi capitoli: i ragazzi verranno stimolati a ricercare nel testo le connessioni con la fiaba tradizionale di Hansel e Gretel, già conosciuta e letta in precedenza, ma anche eventuali altre connessioni che potranno scaturire sia in modalità individuale che collettiva (ad es. il disprezzo per il libro e la cultura in genere, gli ambienti di degrado e povertà, il timore dell'abbandono...).
Sarà interessante discuterne in classe, così come sarà interessante notare come le connessioni e l'attenzione ai particolari che sanno eseguire i ragazzi si rivelino, talora, più acute e partecipative di quanto, in prima battuta, ci aspetteremmo o addirittura sapremmo eseguire noi adulti stessi. O almeno, me lo auguro che ciò accada. Ma sono fiduciosa ;-)

Qui le attività finora esposte, realizzate in modalità presentazione, da poter utilizzare in classe , modificandole o integrandole come si ritiene più opportuno:


A breve, la seconda parte del percorso, nella quale verranno progressivamente focalizzati i legami tra la storia narrata nel  libro e quella narrata nella versione tradizionale, così da comprenderne a pieno il senso della riscrittura in chiave moderna. In detta fase, ovviamente, verranno ancora messe in moto quelle competenze cognitive e relazionali di cui parlavo ad inizio post e che le attività di promozione della lettura ad alta voce sono perfettamente in grado di saper fornire e lo sanno fare in modo speciale.
Voglio, a tal proposito, citare le parole di Aidan Chambers - autore de Il lettore infinito sopra citato - "alcune persone dicono di non amare leggere, ma non mi sono mai imbattuto in qualcuno che non ami ascoltare storie". Con la lettura ad alta voce, insomma, è pressoché impossibile non suscitare interesse e non intervenire in modo fattivo su quei processi tanto più utili all'apprendimento proprio perché percepiti come godibili e piacevoli. E mi pare non ci sia bisogno di aggiungere altro.
A presto!



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