Nelle nostre consuete sessioni di lettura, e nelle nostre altrettanto consuete conversazioni sui libri, la serie Love me love me di Stefania S sta catalizzando l'attenzione di sempre più ragazzi (e soprattutto ragazze) e, ad essere sincera, questa sorta di "monopolio" un pochino mi rattrista.
La biblioteca di classe contiene così tanti libri, ma l'argomento di conversazione preferito sembra essere solo ed esclusivamente la storia d'amore tra June e James!
Anche i protagonisti di molte produzioni scritte di fantasia portano spesso questi due nomi, quindi - ecco - a mio avviso il fenomeno, almeno un po', va attenzionato.
Non con atteggiamenti giudicanti o proibitivi (c'è qualcosa che suscita più attrazione di una frase come "Non leggete queste schifezze!" pronunciata da un'insegnante inorridita?), ma con una postura aperta e, nel contempo, direzionata ad ampliare nuovi orizzonti in termini di spazio, tempo e - ovviamente - qualità letteraria.
E se, una volta tanto, il discorso diventasse così sfidante da rimandare direttamente ad un grande classico romance della letteratura mondiale come Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen?
Proporne la lettura integrale obbligata vorrebbe dire condannarmi al fallimento, lo so bene.
Ma siamo proprio sicuri che sia impresa impossibile parlare di una storia d'amore di oltre due secoli fa con dodicenni abituati ad un mondo veloce e iperconnesso così lontano da quello descritto nel libro?
Io penso di no, e infatti - nel corso dell'ennesimo booktalk sulla serie Love me love me - ho deciso di tentar l'impresa e ho presentato alla classe proprio la coppia Elizabeth e Darcy, collocandola meglio che potevo nel contesto geo-storico e con le usanze giovanili, e non, del XIX secolo.
Ma prima un occhio alla copertina, anzi alle copertine: una dai colori sgargianti-ammalianti, l'altra in toni pastello, almeno nell'edizione che ho portato in classe io.
A questo proposito ne abbiamo approfittato anche per dare uno sguardo alle copertine più iconiche del romanzo della Austen consultando questo link:
In più, al primo impatto, l'osservazione si è concentrata sia sul titolo breve (notando che l'originale Pride and prejudice è di miglior effetto, e poi un po' di ipotesi su perché "orgoglio" e perché "pregiudizio") che sulle autrici femminili, caratteristiche di entrambi i testi.
Fa strano mettere a paragone Stefania S a Jane Austen, fa molto strano - lo ammetto -, ma volete mettere l'interesse suscitato dal fatto che nell'Ottocento una scrittrice, solo perché donna, non avrebbe mai ricevuto l'autorizzazione a poter pubblicare un libro?
Quello che è accaduto alla Austen (che è dovuta ricorrere all'intercessione del fratello con l'editore) ha lasciato la classe letteralmente di stucco.
Eh sì. Non solo in Inghilterra, ma nell'Europa dell'Ottocento in genere, Italia compresa (anzi, qui pure di più), alle donne non veniva concesso di poter fare molte cose e pubblicare libri era tra queste.
E pure questo, mi pare, un ottimo spunto per dare avvio a una discussione significativa, no?
Ma torniamo a noi, alla nostra "strana" conversazione sul romance di ieri e il romance di oggi.
Anzi, torniamo di nuovo a parlare di condizione femminile della classe benestante inglese (e non solo) di due secoli fa.
La famiglia di Elizabeth, protagonista del romanzo, è formata da padre, madre e cinque figlie femmine che, in quanto tali, non avevano diritto a ricevere l'eredità, pertanto preoccupazione vitale della madre diventa quella di far sposare le ragazze con i migliori partiti della zona.
Ed ecco l'incipit:
“È cosa ormai risaputa che a uno scapolo in possesso di un’ingente fortuna manchi soltanto una moglie. Questa verità è così radicata nella mente delle famiglie del luogo che, nel momento in cui un simile personaggio viene a far parte del vicinato, prima ancora di conoscere anche lontanamente i suoi desideri in proposito, viene immediatamente considerato come proprietà legittima di una o l’altra delle loro figlie”
- E perché mai le figlie femmine non potevano ereditare? Non è mica giusto!
- Menomale non sono nata (e non siamo nate) nell'Ottocento!
- Tutto molto diverso dalla storia di Love me love me! Le ragazze possono fidanzarsi con chi vogliono (anche se, insomma, la mamma di June proprio contenta del ragazzo che frequenta non è...)
La diversità di situazioni è inevitabile, certo: i ragazzi di Orgoglio e pregiudizio hanno occasione di conoscersi alle feste da ballo, vanno a cavallo, si scambiano lettere cartacee...
- Oggi le cose son cambiate! June e James si possono incontrare ovunque: a scuola, al club, nei locali come il Tropical. Nessuna lettera per comunicare, ma messaggi via cellulare. In più si spostano in bici o in macchina, visto che - seppur i protagonisti abbiano intorno ai 17 anni - negli Stati Uniti, luogo di ambientazione della storia, guidare sotto i 18 anni è possibile.
Però Elizabeth e Darcy, i due protagonisti del libro, non si innamorano subito l'uno dell'altra.
Anzi. Darcy viene considerato "il più orgoglioso, il più detestabile uomo al mondo" ed Elizabeth, trattata in modo piuttosto villano, non si sentirà affatto attratta da lui all'inizio.
Però le cose cambieranno pian piano, soprattutto da parte di Darcy, anche perché Elizabeth rimane un po' legata a un certo genere di "pregiudizi" nei suoi confronti e per cedere all'amore dell'uomo ci metterà un bel po'.
- Ecco le parole del titolo!
- Però questo mica è poi così diverso dalla storia di James e June! Anche loro all'inizio non si amano affatto e anche James, nei primi incontri con June, si comporta da vero villano! Poi, però, vanno a finire insieme, proprio come quei due.
- Alla fine si sposano, prof?
Beh, stavolta è concesso lo spoiler.
Sì, alla fine Elizabeth e Darcy si sposano. I fidanzamenti e le proposte di matrimonio erano, ai tempi, molto più formali di oggi. Ma le vicende amorose che si descrivono non sono per nulla monotone. Elizabeth riceve proposte di matrimonio da diversi spasimanti, che lei non esita a rifiutare, e uno di questi le aveva pure parlato male di Darcy. In più si mettono di mezzo altre persone che non accettano il matrimonio con Darcy, anche perché di ceto sociale più elevato. E la stessa cosa succede a sua sorella più grande Jane, che viene ostacolata addirittura dalle due sorelle del promesso sposo. In più la sorella più piccola, Lydia, si sposerà con un ex spasimante di Elizabeth (quello che le aveva parlato male di Darcy) e un altro ex spasimante, cugino di casa, sempre di Elizabeth prenderà in sposa la miglior amica.
- Allora ci sono tanti problemi d'amore anche qui! E pure persone che si mettono di mezzo!
- I problemi d'amore ci sono stati in tutte le epoche!
- Ma io con tutti questi personaggi mi ci perderei! Però ascoltare la storia è divertente.
- Prof, una domanda. Ci sono persone che si ammalano, per caso?
Mi sembra di no, ad eccezione di un forte raffreddamento beccato da Jane durante un temporale.
La mamma, del resto, l'aveva mandata a casa del suo spasimante a cavallo sperando che piovesse, così da rimanere ospite da lui per tutta la notte.
- Ma che furba!
- E che incosciente! L'ha fatta ammalare. A quel tempo si poteva morire di polmonite, eh!
- Beh, prof... però le malattie e i disturbi che sono presenti nel libro Love me love me sono più interessanti: autismo, bipolarismo, disturbi alimentari.
Inutile negare che per lettori dodicenni (e soprattutto lettrici) il libro Love me love me risulti più interessante rispetto a Orgoglio e pregiudizio.
Anche e soprattutto per un certo tipo di stile, di registro narrativo. E per mille altri motivi.
Però la classe ha discusso con interesse, si è confrontata, ha cercato connessioni e già questo mi sembra un ottimo risultato.
Qualcuno ha disegnato gli abiti dei protagonisti dei due libri: vestiti eleganti da ballo per i giovani inglesi, abbigliamento casual per i moderni statunitensi.
Senza contare che qualcun altro si è anche avvicinato al libro della Austen con copertina pastello lasciato sulla cattedra e che troverà spazio nella biblioteca di classe. Chissà. Mai dire mai. Per ora, va bene così. Anzi, benissimo.